Flotilla intercettata dai militari, attivisti verso il carcere. Nuove manifestazioni anche a Trento, altre barche partono dall'Europa
AGGIORNAMENTO - ORE 13 DEL 2 OTTOBRE [ANSA] - L'Idf ha abbordato e preso il controllo di 40 barche della Global Sumud Flotilla; alcune sono ancora in navigazione, ma lontane dalle zona di intercettazione. Secondo i media turchi, una, la Mikeno, avrebbe 'bucato' il blocco entrando nelle acque di Gaza.
Nega Israele, affermando che nessuna delle imbarcazioni della flottiglia è riuscita a raggiungere le acque controllate al largo della Striscia. È il primo bilancio dell'operazione lanciata nella serata di mercoledì - e protrattasi nelle ore seguenti - dalla Marina israeliana per fermare la spedizione internazionale organizzata per portare aiuti umanitari nella Striscia. Al momento, ha comunicato in mattinata il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, sono 22 gli italiani fermati e "stanno tutti bene". I circa 400 attivisti della Gsf dovrebbero arrivare a breve nel porto di Ashdod ed in serata nella struttura detentiva di Ben Sheva, per essere poi espulsi. Oggi gli ebrei celebrano lo Yom Kippur, il giorno dell'espiazione.
Il Flotilla Tracker, sito che mostra sui radar le posizioni di tutte le imbarcazioni in viaggio, evidenzia che la quasi totalità delle 44 unità sono state intercettate o "presumibilmente intercettate", tranne 4: la turca Mikeno, che appare vicina alla costa di Gaza, le due barche che forniscono supporto legale, la Shireen e la Summertime-Jong, che hanno puntato il timone verso Cipro e la Marinette che si trova più indietro rispetto alle altre. ancora distante dal punto di intercettazione.
Dalle 13 circa il sito non è più raggiungibile. Gli incursori della Shayetet 13 sono saliti a bordo delle imbarcazioni umanitarie e ne hanno preso il comando senza incontrare resistenza da parte degli attivisti. Ora sono in viaggio verso il porto di Ashdod, a circa 40 km a nord della Striscia. "Secondo le informazioni disponibili, raccolte attraverso l'Unità di Crisi, che sta seguendo passo dopo passo la situazione, tutti i nostri connazionali sono in buone condizioni", ha informato Tajani.
Le rappresentanze diplomatiche "assisteranno tutti gli italiani, sia al porto sia nelle procedure di rimpatrio, ha assicurato. Già domani potrebbero esserci le prime partenze per chi accetterà di lasciare volontariamente Israele, probabilmente dopo aver firmato una dichiarazione in cui ammette di aver violato le acque di Tel Aviv. Per gli altri, ha informato Tajani, "le autorità israeliane sono intenzionate a fare un unico provvedimento giudiziario di espulsione coatta. Li trasferirebbero lunedì 6 e martedì 7 all'aeroporto di Ben Gurion e con due voli li manderebbero in due distinte capitali europee". Per ora "hanno chiesto Madrid e Londra, ma vedremo. Non credo che i voli arriveranno in Italia".
Secondo i legali della Flotilla, "sembra improbabile" che gli attivisti "paghino per i voli di rimpatrio e che su questo abbiano spese a loro carico".
Nel video, l'irruzione dei militari, ieri notte, a bordo della "Florida", della "Captain Nikos" e della "Fair Lady". Questa mattina, secondo testimonianze dirette, 11 barche stavano cercando di proseguire in direzione del litorale di Gaza. Gli attivisti della Flottilla provengono principalmente da Italia, Spagna e Francia (ognuno di questi Paesi ne conta 50 cirtca) ma anche da Belgio, Germania e altre nazioni.
Ieri sera e anche questa mattina, manifestazioni in molte città italiane, compresa Trento (dove gli studenti sono tornati in piazza), in solidarietà alla Flotilla e per chiedere un cambiamento delle politiche fin qui seguite dai governi italiano e europei nei riguardi di Israele.
"Stiamo monitorando tutte le telecamere e possiamo confermare che diverse imbarcazioni stanno ancora cercando di raggiungere Gaza", affermavano poco dopo le 10 di oggi, 2 ottobre, fonti della Flotilla citate da al Jazeera. "Anche se solo una di queste imbarcazioni raggiungesse Gaza, raggiungerebbe l'obiettivo di rompere l'assedio", si aggiunge.
Le fonti confermano che una flottiglia di altre imbarcazioni "è partita dalla Sicilia e sta facendo rotta verso la Striscia".
Intanto, dodici ore dopo l'abbordaggio delle imbarcazioni del
L'Idf ha abbordato e preso il controllo di 40 barche della Global Sumud Flotilla; alcune sono ancora in navigazione, ma lontane dalle zona di intercettazione.
Secondo i media turchi, una, la Mikeno, avrebbe 'bucato' il blocco entrando nelle acque di Gaza.
Nega Israele, affermando che nessuna delle imbarcazioni della flottiglia è riuscita a raggiungere le acque controllate al largo della Striscia. È il primo bilancio dell'operazione lanciata nella serata di mercoledì - e protrattasi nelle ore seguenti - dalla Marina israeliana per fermare la spedizione internazionale organizzata per portare aiuti umanitari nella Striscia. Al momento, ha comunicato in mattinata il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, sono 22 gli italiani fermati e "stanno tutti bene". I circa 400 attivisti della Gsf dovrebbero arrivare a breve nel porto di Ashdod ed in serata nella struttura detentiva di Ben Sheva, per essere poi espulsi. Oggi gli ebrei celebrano lo Yom Kippur, il giorno dell'espiazione.
Il Flotilla Tracker, sito che mostra sui radar le posizioni di tutte le imbarcazioni in viaggio, evidenzia che la quasi totalità delle 44 unità sono state intercettate o "presumibilmente intercettate", tranne 4: la turca Mikeno, che appare vicina alla costa di Gaza, le due barche che forniscono supporto legale, la Shireen e la Summertime-Jong, che hanno puntato il timone verso Cipro e la Marinette che si trova più indietro rispetto alle altre. ancora distante dal punto di intercettazione.
Dalle 13 circa il sito non è più raggiungibile. Gli incursori della Shayetet 13 sono saliti a bordo delle imbarcazioni umanitarie e ne hanno preso il comando senza incontrare resistenza da parte degli attivisti. Ora sono in viaggio verso il porto di Ashdod, a circa 40 km a nord della Striscia. "Secondo le informazioni disponibili, raccolte attraverso l'Unità di Crisi, che sta seguendo passo dopo passo la situazione, tutti i nostri connazionali sono in buone condizioni", ha informato Tajani. Le rappresentanze diplomatiche "assisteranno tutti gli italiani, sia al porto sia nelle procedure di rimpatrio, ha assicurato. Già domani potrebbero esserci le prime partenze per chi accetterà di lasciare volontariamente Israele, probabilmente dopo aver firmato una dichiarazione in cui ammette di aver violato le acque di Tel Aviv. Per gli altri, ha informato Tajani, "le autorità israeliane sono intenzionate a fare un unico provvedimento giudiziario di espulsione coatta. Li trasferirebbero lunedì 6 e martedì 7 all'aeroporto di Ben Gurion e con due voli li manderebbero in due distinte capitali europee". Per ora "hanno chiesto Madrid e Londra, ma vedremo. Non credo che i voli arriveranno in Italia".
Secondo i legali della Flotilla, "sembra improbabile" che gli attivisti "paghino per i voli di rimpatrio e che su questo abbiano spese a loro carico".
la Global Sumur Flotilla da parte delle forze militari israeliane "ancora non c'è stato contatto" con i circa 200 attivisti arrestati, secondo quanto ha confermato l'eurodeputato dei Comuns, Jaume Asens, che esercita da legale difensore della Flotilla e ha chiesto all'Ue di non "restare in silenzio".
In interviste radiofoniche alla Ser Catalunya e Rac1, Asens ha spiegato che i membri della spedizione umanitaria durante le prime 24 ore "non hanno comunicazioni con nessuno. Gli hanno buttato i cellulari in acqua, sono assolutamente isolati", ha segnalato. "Sono accusati di entrata illegale in Israele, ma loro non erano diretti a Israele, solo volevano entrare a Gaza".
Secondo il giurista, che ha già difeso membri di altre spedizioni umanitarie verso la Striscia arrestati da Israele, uno dei requisiti imposti dalle autorità israeliane per rimetterli in libertà è che riconoscano le accuse, che comportano il divieto di ingresso in Israele per 10 anni. Asens ha ricordato che, oltre all'ex sindaca di Barcellona, Ada Colau, fra gli attivisti degli equipaggi arrestati ci sono deputati catalani ed eurodeputati come Benedetta Scuderi. "Attaccare la Flotilla è attaccare Europa", ha detto l'avvocato. Ora la signora Von der Leyen non può restare con le braccia incrociate: deve decidere se vuole proteggere i suoi cittadini o restare in silenzio", ha concluso.
Sul fronte politico, in Italia è scontro fra la maggioranza di centrodestra (anche questa mattina la premier Meloni ha ribadito che per lei «la Flotilla non porta «nessun beneficio per i palestinesi») e le opposizioni, che sostengono l'azione politica nonviolenta della Flotilla per denunciare l'inerzia dei governi e cercare di far aprire un canale umanitario diretto verso Gaza. Diversi parlamentari dell'opposizione (Pd, Avs e M5S) sono a bordo delle barche fin dall'inizio della azione in mare, due settimane fa.