Atletica leggera

Europei indoor, Chesani è in finale a Praga

Domani il trentino si gioca una medaglia nel salto in alto, oggi l'impresa è riuscita alla Trost


Paolo Trentini


Missione compiuta, ora tutto può succedere. Silvano Chesani accede alla finale del salto in alto agli Europei indoor di Praga. Una qualificazione sudata, la sua, come quella degli altri arrivata dopo oltre 3 ore di gara causa eccessivo numero di partecipanti, 27. Il poliziotto trentino è stato bravo a mantenere alta la concentrazione per tutta la durata della gara e commettere un solo errore a quota 2.24 che non ne ha compromesso il risultato. In seguito ha superato al primo tentativo quota 2.28 che gli ha garantito un posto tra i migliori otto e il passaggio del turno. «Ero conscio delle mie buone condizioni fisiche – ha affermato Chesani a fine sessione – ma nelle qualificazioni non si sa mai cosa può succedere. Svelo un piccolo segreto: ho aggiunto assieme al mio allenatore un passo alla rincorsa abituale e i risultati per il momento sono ottimi. Ho buone sensazioni e sono molto fiducioso per la gara di domani». Assieme a Chesani nella finale ci sarà anche Gianmarco Tamberi, come sempre subito adottato dal pubblico e incitato in ogni suo salto, oltre ai russi Tsyplakov e Shustov, l’ucraino Protsenko, il ceco Baba, il greco Mastoras e il cipriota Ioannou. A sorpresa esce di scena il russo Dmitrik, capace di arrivare fino a 2.40, quest'anno sinora è riuscito a saltare 2.31. Chesani e Tamberi tornano in pedana domenica alle 15.40 chiamati a non fare calcoli e cercare solo di arrivare il più in alto possibile con la consapevolezza che nessuno dei loro rivali è imbattibile o troppo lontano.

Oggi è arrivata anche la prima prima medaglia per la pattuglia azzurra. Si tratta di un argento e se l’è messo al collo Alessia Trost, saltatrice in alto come Chesani. La misura spartiacque è 1.97: riescono a valicarla soltanto lei e la russa Mariya Kuchina. Entrambe falliscono le tre prove a 1.99 e si va allo spareggio: una prova a testa da 1.99 a scendere fin quando una delle due non commette un errore. La russa si mantiene più fredda, mentre la friulana appare scarica e così l’oro va alla Kuchina ma la Trost può comunque sorridere e festeggiare a dovere il 22° compleanno. Non ce l’hanno fatta, invece, Giulia Viola e Marco Galvan a ottenere un posto sul podio. Per la mezzofondista impegnata nei 3000 un settimo posto comunque molto buono, il terzo piazzamento nelle prime dieci negli ultimi 3 campionati europei. Marco Galvan è sesto nei 400 in una gara che lo ha visto quasi sempre in fondo al gruppo. Domenica giornata conclusiva di gare. Oltre a Chesani tocca anche ad Audrey Alloh e agli altri sprinter capitanati dal Michael Tumi cercare di ottenere un posto nella finale dei 60 piani, mentre alle 16.30 la vicentina Federica Del Buono nei 1500 andrà a caccia di quella medaglia che avrebbe potuto conquistare già a Zurigo l’estate scorsa.

 













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