Vervò, Chiara Conci e famiglia nel solco dell'agricoltura biologica
Nella frazione del comune noneso di Predaia l'incontro con la 29enne titolare dell'azienda orticola di montagna "el Zerlo": 4 figli, un quinto in arrivo e tanto entusiasmo per la vita a contatto con la terra. «Coltiviamo più di 40 varietà differenti, in modo da poter offrire ai nostri clienti un'ampia scelta di prodotti di stagione...»
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La storia della giovane protagonista di questa settimana viene da Vervò frazione del nuovo comune della Predaia, ed è quella di una giovane di 29 anni, Chiara Conci, titolare di "el Zerlo", una piccola azienda orticola biologica di montagna.
In 12 anni, da quando abbiamo iniziato a raccontare le storie delle e dei giovani imprenditori agricoli, non ci era mai capitato di trovare una giovane signora che a 29 anni ha già quattro figli, fra i 2 e i 7 anni, e a luglio arriverà il quinto.
Chiara Conci come scuole superiori aveva fatto il liceo scientifico per cui non poteva accedere al brevetto professionale agricolo. È per questa ragione che si è iscritta al corso biennale delle 600 ore organizzato dalla Fem.
Allora Chiara, ha trovato interessante il corso? Quali sono i moduli che le sono piaciuti di più?
Per il momento il corso mi è piaciuto molto, in particolare il modulo di diritto agrario, materia che sotto certi aspetti conoscevo poco e che mi ha fatto molto piacere approfondire.
Avendo già fatto il primo anno di corso, ha potuto presentare la domanda per il premio d'insediamento? Cosa intende fare con i 40 mila euro del premio?
Ho presentato la domanda già nel 2025, perché avevo già i requisiti minimi, ora ho i classici 36 mesi per raggiungere tutti gli altri. I soldi mi servono principalmente per finanziare l'acquisito di attrezzatura da lavoro che ci renda indipendenti (quali trattore, aratro, erpice rotante, estirpatore, trapiantatrice). E in parte mi serviranno per ampliare un po' la superficie aziendale, infatti al momento sono alla ricerca di qualche terreno della zona in affitto.
Qual è il suo ruolo in azienda, è ancora coadiuvante o titolare e da quando?
Da gennaio 2025 sono titolare dell'azienda subentrando a mio marito Roberto, che di professione è artigiano. Anche se "el Zerlo" nasce nel 2018 e non potrebbe esistere senza Roberto e senza i nostri 4 bimbi (presto 5) che sono parte integrante dell'azienda! Ci sono anche mio padre e mio suocero che mi aiutano nei momenti di difficoltà.
Perché la scelta di fare l'orticoltrice?
I motivi sono molti: in primis sicuramente per passione verso la terra, la voglia di stare all'aria aperta, il contatto diretto con i clienti, la volontà di avere un lavoro che mi permettesse di gestire anche la nostra numerosa famiglia.
La superficie complessiva dell'azienda è di Ha? In che percentuale è coperta da tunnel?
Attualmente coltiviamo poco meno di un ettaro di ortaggi e 1000 m di patate, esclusivamente in campo aperto.
Quali le varietà di ortaggi coltivati?
Coltiviamo più di 40 varietà differenti, in modo da poter offrire ai nostri clienti un'ampia scelta di prodotti di stagione. Principalmente rape rosse, insalate, radicchi, cipolle, porri, sedano rapa, radicchi, biete, zucchine, cetrioli, zucche, fagioli, fagiolini, cavoli cappucci, verze, cavolo nero, peperoni...
Dove vende i suoi ortaggi? Quanto dura la stagione di vendita?
La gran parte del raccolto lo vendiamo direttamente ai clienti finali, in due mercati stagionali (giugno-ottobre), il venerdì a Taio e il sabato a Cles, oppure attraverso cassette/consegne a domicilio o a qualche manifestazione nei fine settimana.
Una parte la consegniamo a due negozi della zona, La Minela di Cles e la Casetta della frutta di Lavis.
Un'ultima piccola fetta la trasformiamo in "prelibatezze in vetro" in modo da poter portare un po' di estate anche nei mesi invernali.
La stagione di vendita inizia con la seconda metà di maggio/primi di giugno tempo permettendo, perché coltivando tra i 900 e i 1000 metri in piano campo, il freddo e le gelate tardive influiscono molto sulle tempistiche. La stagione poi si protrae fino a novembre, così è stata negli ultimi anni, che ci hanno regalato bellissimi autunni. Con alcuni prodotti come patate, cipolle, zucche, radicchi e il lavoro per tutte le conserve, la stagione poi si allunga.
Quali sono i suoi progetti per il futuro?
Sicuramente vedere crescere questa piccola attività e costruire delle solide basi sulle quali i nostri figli possano appoggiarsi in futuro, magari diversificando con agriturismo/fattoria didattica, anche se sono ancora piccoli e logicamente li lasceremo liberi di scegliere la loro strada, come noi abbiamo potuto fare.
È pentita della scelta che ha fatto, molto anomala per valle delle mele?
Pentita? Mai. Certo come in ogni cosa ci sono sicuramente alti e bassi, non è tutto rose e fiori e gli ostacoli sono molti partendo da zero, ma la soddisfazione personale ha la meglio su tutto il resto.
Quali sono i suoi rapporti con l'ambiente?
L'azienda è nata biologica e nonostante i costi e gli impegni siano sicuramente molto più elevati, per me non c'era alternativa, i primi consumatori di ciò che produciamo siamo noi stessi e i nostri bambini...