Spormaggiore, Clara Osti: frutta biologica, agritur e oasi Wwf
La ventottenne è diventata titolare dell'azienda di famiglia che ha una storia lunga 40 anni e produce anche succhi, composte e aceto di mele: «Credo fermamente in questa filosofia e desidero continuare a portarla avanti. L'obiettivo è offrire ai clienti la garanzia di prodotti di qualità che rispettino l’ambiente»
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La nostra storia di questa settimana viene da Spormaggiore ed è quella di una giovane donna impegnata in un’azienda frutticola biologica, dotata anche di un locale agrituristico. Ed è proprio l’agriturismo l’attività che in questo periodo dell’anno le dà maggiore lavoro.
Avendo fatta una formazione professionale non agricola, sta frequentando il corso delle 600 ore organizzato dalla fondazione Mach.
Parliamo di Clara Osti, 28 anni, che in precedenza ha frequentato il liceo scientifico scienze applicate e l'Università (informatica) a Trento. Da due anni ha preso in gestione l'azienda di famiglia e attualmente è titolare.
Signorina Clara, trova interessante il corso che sta frequentando alla Fem?
«Sì, ritengo che sia molto completo e interessante. Personalmente, sono più interessata agli aspetti burocratici e amministrativi, perché, avendo una formazione scolastica non specifica in ambito agricolo, questo corso mi sta aiutando a colmare alcune lacune».
Perché la scelta di fare l’imprenditrice agricola?
«In realtà, questa è sempre stata una mia grande passione, coltivata sin da piccola, quando accompagnavo mio papà in campagna. È vero che ho avuto esperienze in ambiti molto diversi, che mi hanno arricchita sia personalmente che professionalmente. Tuttavia, alla fine ho deciso di seguire il mio cuore, tornando alle mie radici per continuare l’attività della mia famiglia».
L’azienda è frutticola biologica con una parte agrituristica e apistica...
«L'agriturismo offre servizi di ospitalità, colazione e cena con prodotti e cucina tipici trentini, oltre a visite guidate in azienda, con degustazioni. L'agriturismo dispone di tre camere da letto, con una capacità totale di dieci posti».
Clara, ha fatto domanda del premio d’insediamento, sa che è stata approvata, ma non lo ha ancora ottenuto (previsti 40 mila euro). Investirà quei soldi nella meccanizzazione di alcune pratiche agricole, con l'obiettivo di migliorare la sicurezza in campo e di innovare le tecniche utilizzate. In questo modo, intende rendere le operazioni più sicure ed efficienti.
La superficie dell’azienda è di 12 ettari di cui sono 6 produttivi, i restanti sono bosco, diverse le colture praticate: in particolare: mele, noci, pere, albicocche, prugne, ciliegie, corniole.
«Abbiamo anche diverse arnie con le api, mentre di ciascuna coltura abbiamo diverse varietà. Eccone alcuni esempi: mele Golden, Bella di Boskoop, Dalinette, Gala, Renetta Canada, Stark e diverse varietà di mele antiche; pere Williams, Kaiser, Martin Secco eccetera», racconta.
La famiglia Osti, si occupa di ogni fase del processo, dalla raccolta alla conservazione, dal confezionamento fino alla vendita diretta al cliente.
«Ci piace molto mantenere il contatto diretto con il cliente questo ci permette di trasmettere l'autenticità e la passione che mettiamo nel nostro lavoro. Parte dei prodotti in vendita sono trasformati con la nostra frutta, senza zuccheri aggiunti, a partire dai succhi, aceto di mele e composte», sottolinea ancora Clara.
Aspetti economici?
«I realizzi sono buoni e siamo molto soddisfatti dei prezzi che riusciamo ad ottenere».
Nei prossimi anni, il suo obiettivo principale è continuare a migliorare e consolidare l’azienda. Per quanto riguarda l’agriturismo, ha intenzione di apportare alcune migliorie per offrire un’esperienza ancora più completa e di qualità ai nostri ospiti.
«Ho realizzato i miei sogni, alcuni dei miei progetti, e questo mi dà molta soddisfazione. Tuttavia, mi piace pensare a piccole cose da aggiungere giorno dopo giorno o anno dopo anno, perché credo che siano queste piccole conquiste a mantenere viva la motivazione e a farmi guardare avanti con entusiasmo», dice.
Rapporti con l’ambiente?
«Da ormai una decina d’anni la nostra azienda collabora con il Fai e il Wwf. Siamo molto orgogliosi di poter dire che la nostra azienda è stata riconosciuta come "oasi Wwf", un riconoscimento che ci riempie di soddisfazione e ci sprona a continuare su questa strada.
L’azienda ha un’esperienza di circa 40 anni nel settore del biologico. E anche io non ho mai avuto esitazione nel decidere di proseguire con questa pratica.
Credo fermamente in questa filosofia e desidero continuare a portarla avanti con impegno. Il mio obiettivo è offrire prodotti di qualità che rispettino l’ambiente e che i nostri clienti possano apprezzare e di cui possano fidarsi».
Che contatti ha con altri giovani agricoltori in zona?
«A Spormaggiore ci sono altri giovani impegnati a tempo pieno in agricoltura. Attualmente, sono ancora agli inizi e da poco mi sto occupando di gestire tutto. Per ora, non sono ancora riuscita a instaurare un rapporto molto stretto con gli altri, ma sono aperta e speranzosa che in futuro possa sviluppare un buon rapporto di collaborazione e amicizia con loro».
Trova il tempo per degli hobby?
«Sì, cerco sempre di ritagliarmene un po'. Mi piace molto è viaggiare, leggo moltissimo oppure e mi occupo di piante anche da interno, dalla semina alla cura».