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Noemi Cimonetti: così unisco la passione per gli animali e la psicologia

Parla la ventitreene di Mori , cresciuta in un contesto rurale, oggi impegnata sia in un'azienda agricola e fattoria didattica con cavalli e asini, sia all'università: «L'obiettivo futuro è lavorare a contatto con persone con disabilità e/o difficoltà psicofisiche offrendo loro esperienze con l’impiego dei miei animali e del contatto con la natura»

STORIA Da cuoco fuori provincia all'azienda agricola in piana Rotaliana


CARLO BRIDI
MORI


Questa è la storia di una ragazza di appena 23 anni, abitante in una delle piccole frazioni del comune di Mori, Noemi Cimonetti, che fin da bambina ha sempre avuto la passione per gli animali. 

Dopo il liceo delle scienze umane, ha fatto un corso di formazione abbastanza anomalo, quella che le ha permesso di ottenere il diploma di Coadiutrice del cavallo negli Interventi Assistiti con gli Animali. Ora è anche studentessa universitaria di scienze e tecniche psicologiche.

La sede dell’azienda è in via Sant’Anna a valle San Felice di Mori.

La giovane sta frequentando il secondo anno del BPIA alla FEM.

“Un corso molto interessante - dice - e utile, dal momento che avendo seguito un percorso scolastico (psicologia) completamente diverso dal settore agricolo, è una grande opportunità per conoscere e imparare le basi di questa professione”.

L’azienda agricola Arca è un’azienda unipersonale di allevamento cavalli e asini, “ma coltiva anche olivi, mais e piante orticole in piccola quantità".

Opera anche come fattoria didattica con attività ludico-educative principalmente per bambini, ma in generale offre attività per tutte le fasce d’età.

La fattoria didattica, oltre agli equidi (cavalli e asini) ospita diversi animali provenienti da situazioni di abbandono o maltrattamento (capre, pecore, conigli, oche, anatre, galline).

Inoltre, offre anche una sezione dedicata all’avvicinamento con invertebrati e rettili con insetti stecco, insetti foglia, millepiedi giganti africani, serpenti, tartarughe). L’obiettivo è fare educazione alla montagna, educazione ambientale, riavvicinamento alla tradizione contadina, rispetto e uso corretto delle risorse, inclusività.

La superficie aziendale è di 2 ha di cui uno in proprietà, il resto in affitto o comodato.

Perché questa scelta così particolare?

“Aprire un’azienda agricola con fattoria didattica è sempre stato il mio obiettivo fin da piccola. Sono cresciuta in mezzo agli animali e questa mia passione è sempre stata forte ma si è sviluppata di più nel corso degli anni grazie alla mia asinella Zoey, che è arrivata da me in condizioni di obesità e maltrattamento quando ero piccola, quindi possiamo dire che ci siamo cresciute insieme. Questo legame mi ha permesso poi di trasformare l'esperienza in un lavoro”. 

Da quando: L’azienda della quale Noemi è titolare, è aperta da poco meno di due anni, quindi è ancora in via di sviluppo.

Quali progetti?

"In futuro mi piacerebbe implementare la coltivazione di olivi e sviluppare qualche altro tipo di allevamento (api, alpaca, lumache…). 

Il sogno nel cassetto?

"Laurearmi presto in scienze e tecniche psicologiche e poi proseguire il percorso di studi con una laurea magistrale in ambito pedagogico o clinico.

L’obiettivo è lavorare a contatto con persone con disabilità e/o difficoltà psicofisiche operando con gli animali, per offrire esperienze autentiche e terapeutiche mediante l’impiego dei miei animali e del contatto con la natura. Credo profondamente nel valore delle attività assistite con gli animali come occasione di benessere, relazione, sviluppo e crescita personale".

Pentita della scelta agricola?

"Assolutamente no! Ho un rapporto slow con l’ambiente, fatto di benessere e silenzio. Un legame speciale con il bosco dietro casa: c'è un posto nascosto dove vado spesso con i miei cani, e mi sdraio al sole sperando di incontrare qualche selvatico che passa di lì. Gli animali sono la quotidianità: sono nata e cresciuta all'aperto, tra fango e cavalli, la natura è casa ed è impensabile lavorare chiusa tra quattro mura. In montagna mi sento me stessa, so come muovermi e trovo serenità. In città invece, la frenesia, il traffico e lo smog mi soffocano, mi sento fuori posto, lontana da ciò che sono davvero.

Credo che l'ambiente sia speciale perché tutto dipende da esso: l'aria che respiriamo, l'acqua che beviamo, il cibo che mangiamo. Per questo penso che il nostro compito sia rispettarlo e proteggerlo".

Mai pensato al biologico?

"In realtà la mia azienda è già bio di fatto, semplicemente non ho le certificazioni di produzione. Sicuramente in futuro ho intenzione di accreditarmi come azienda biologica.

Le colture non sono ancora del tutto sviluppate: gli olivi sono giovani e non sono ancora in piena produzione. Al momento effettuo solo vendita diretta in azienda per i clienti e visitatori della fattoria didattica. Sono comunque molto soddisfatta delle mie coltivazioni al momento poiché gli olivi, pur essendo giovani, sono sani e crescono al meglio, stanno iniziando a produrre piccole quantità di olive, quindi per il futuro mi aspetto una buona produzione".

Per lei è naturale mettersi in gioco: "Quando vedo qualcuno in difficoltà, che si tratti di persone o animali: è proprio una spinta interiore che nasce dalla gratificazione nel supportare gli altri. Si impegno concretamente nel sociale con il volontariato con animali". 

Hobby?

"Alla fine, pensandoci, il mio hobby più grande è il mio lavoro: stare con i miei animali, prendermi cura di loro, uscire a passeggio con i miei cani, vedere animali selvatici... Mi considero un po’ come un lupo solitario: non sono il tipo che risponderebbe uscire con gli amici o andare in discoteca quando si parla dei miei hobby. Attualmente il mio hobby preferito è andare a cercare serpenti, lucertole e ramarri con mio nipote Dylan". 

Cosa dicono gli amici della scelta?

"Tutti contenti e fieri di me, sono fortunata ad avere vicino persone che mi vogliono bene davvero, difficile al giorno d’oggi". 

Sentimentalmente è legata, con “una di quelle persone difficili da trovare di cui parlavo sopra. Difficile sopportarmi con il mio caratteraccio, ma lui è uno di quelli che sopporta e supporta, e lo fa molto bene”.













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