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Da una carriera come cuoco fuori provincia all'azienda agricola in piana Rotaliana

Giordano Tomazzolli, 28 anni, ha scelto di cambiare vita: a un futuro da chef preferisce quello di imprenditore agricolo tra meleti e vigneti a Nave San Rocco: «Passione nata quando ero bambino e stavo in campagna con il nonno»

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CARLO BRIDI
NAVE SAN ROCCO


Siamo  a Nave San Rocco, nel comune di Terre dell’Adige. Qui scopriamo la storia di un giovane di 28 anni, che dopo aver conseguito all’istituto Marconi di Rovereto il diploma in meccatronica, ha frequentato per due anni un corso di alta formazione per la professione di cuoco. Era la professione che aveva sempre desiderato. Terminati gli studi ha lavorato per ben sei anni nella grande ristorazione, sempre in ristoranti con più stelle in tutta Italia.

Ma poi, il grande richiamo alla passione che in lui era cresciuta fin da piccolo, quella del frutticoltore: «Fin da bambino ero in campagna con il nonno». Così ha fatto la grande scelta di diventare imprenditore agricolo.

Parliamo di Giordano Tomazzolli, un giovane che dimostra anche grande voglia di imparare, per questo, conscio dell’importanza di una formazione adeguata per fare l’imprenditore agricolo, ha frequentato il corso delle 600 ore organizzato da FEM, “un corso, afferma molto interessante che mi ha assicurato nozioni adeguate per la gestione dell’azienda agricola anche dal punto d vista burocratico. 

A gennaio ha presentato domanda per l’ottenimento del premio d’insediamento, che gli è stato assegnato ed è in attesa di ricevere l’acconto dei 30 mila euro.

Fra gli obiettivi posti nella domanda del premio, ci sono l’ampliamento dell’azienda e l’acquisto di una trattrice e di tutte le attrezzature necessarie per la conduzione di un’azienda frutti-viticola. Atomizzatore con gli augelli che portano a poca deriva, macchina per il diserbo meccanico dei meli per eliminare quello chimico, tagliaerba e altre attrezzature minori: l’azienda che ne era priva. 

Tipo di azienda

Siamo in presenza di un’azienda frutti-viticola della superficie di 3,5 ettari, con il 65% della superficie coltivata a melo ed il resto a vite. Le varietà coltivate sono praticamente tutte, a cominciaree dalla Gala che quest’anno è stata ottima sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, già raccolte con una produzione di oltre 700 quintali ad ettaro. Ora sta raccogliendo le Stark Delicious, e via via tutte le altre varietà, per concludere il raccolto a fine ottobre.

L’uva che copre circa 1,2 ettari è tutta della varietà Pinot Grigio e viene conferita alla cantina sociale di Mezzolombardo che la remunera molto bene. Le mele vengono conferite a La Trentina, e Giordano è soddisfatto del prezzo liquidato per la produzione del 2024. 

«Per il raccolto - dice - non ho problemi quasi tutto l’aiuto viene dai familiari cominciando da mio padre, poi ho diversi amici che hanno un lavoro al mattino, quindi al pomeriggio possono venire ad aiutarmi». 

Alla domanda sul perché abbia fatto questa scelta agricola malgrado avesso la strada ormai aperta come chef, Giordano risponde: «Sono nato e cresciuto in mezzo alla campagna, il che mi ha fatto crescere la passione per l’attività agricola. Ho sempre sognato di lavorare in proprio e così posso anche gestire autonomamente l’organizzazione della giornata».  

Giordano è titolare dell’azienda a tutti gli effetti, da quest’anno ha aperto la partita Iva. 

Fra i suoi progetti sicuramente il più importante è di arrivare ad attrezzarsi adeguatamente visto che l’azienda che ha preso in mano dal nonno non disponeva di nulla altro, oltre alla terra coltivata a frutteto e vigneto.

Ma Giordano punta anche ad ampliare l’azienda anche con terreni da prendere in affitto, già oggi ne coltiva un ettaro e mezzo di cui dispone in questa modalità ma sta già definendo il contratto per un nuovo frutteto. 

C’è anche un importante sogno nel cassetto, quello di riuscire a metter mano a tutta l’azienda rinnovando i vecchi impianti anche mettendo a dimora «piante di melo delle nuove varietà consigliate dalla nostra OP, La Trentina, in stretto raccordo con Melinda».

Giordano sta pensando anche alle varietà resistenti, con l’indicazione dell’associazione dei produttori e della Fondazione Mach. 

Tomazzolli è molto sensibile alla sostenibilità: «L’ambiente per me è tutto», afferma, per questo anche nella difesa fitosanitaria ho grande attenzione all’uso dei prodotti derivanti dalla chimica di sintesi.

E al biologico ha mai pensato? Per ora no, devo consolidare la mia azienda, in futuro non lo escludo

Giordano è molto attivo come socio di uno dei Club3P storici del Trentino, quello di Nave San Rocco. Con loro, afferma abbiamo creato una buona rete di collaborazione, ci diamo una mano, e ci scambiamo anche mano d’opera quando serve.

Ma è anche impegnato con il suo hobby, tipico per i giovani della Nave, il gioco del tamburello, ma mi piacciono anche il tennis, e le camminate sulle nostre montagne. 

E gli amici lasciati nel mondo dei cuochi cosa dicono? Sono contenti sia perché vedono che ho realizzato il mio sogno, ma anche perché ho il tempo di cucinare per loro.













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