GENERAZIONI

Vezzano, Elisa Rebellato: «Tra i fiori ho appreso l’arte dell’osservazione»

Intervista con la venticinquenne che in località Nanghel è coadiuvante nell'azienda di famiglia, in attesa di subentrare come titolare. «La sostenibilità ambientale è una priorità, osservando le piante si riesce a capire di cosa hanno bisogno e a ridurre al minimo i trattamenti, per i quali prediligiamo il biologico»

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CARLO BRIDI


La storia di questa settimana viene da Vezzano, e precisamente dalla località Nanghel. È quella di una ragazza di 25 anni che ha scelto di dedicarsi alle colture tipiche di questa zona, che da sempre si è dedicata alla coltivazione degli ortaggi e dei fiori annuali.

Parliamo di Elisa Rebellato, che sta completando il corso delle 600 ore organizzato dalla Fem, per l’ottenimento del brevetto professionale agricolo, perché come scuola superiore non aveva un titolo idoneo per il riconoscimento professionale, avendo frequentato i tre anni all’alberghiero di Varone con la specializzazione del quarto anno in sala/bar.

«Sono poi passata - racconta - all’indirizzo turistico del Don Milani di Rovereto conseguendo la maturità. Ambiti completamente diversi dal lavoro che poi sono arrivata a fare ma che nonostante questo le hanno insegnato tanto, anche semplicemente il modo in cui rapportami con il cliente. Con il senno di poi non cambierei di una virgola il percorso scolastico che ho fatto».

Il corso, spiega Elisa, è stato molto interessante: «Mi ha dato una visione diversa e migliore sul mondo imprenditoriale, la capacità di gestire un’azienda toccando argomenti reali e che si riscontrano nella nostra quotidianità. Ringrazierò sempre tutti gli esperti che hanno lasciato il segno in ognuno di noi e in particolare Paolo Dalla Valle, che ci mette anima e cuore nel suo lavoro».

Elisa non ha ancora chiesto il premio d’insediamento ma lo farà nell’immediato futuro. Le piacerebbe riuscire a utilizzarlo per investire sulla sostenibilità aziendale nei confronti dell’ambiente, tema a cui è molto attenta.     

Elisa, per lei è il periodo più impegnativo dell’anno, si reca sui mercati per vendere le proprie piantine?

«Certo, in primavera/estate vendiamo piante stagionali annuali fiorite come viole, gerani, surfinie e begonie. L’autunno e l’inverno sono dedicati invece a ciclamini, crisantemi e stelle di Natale. Siamo molto più improntati alle colture di piantine fiorite, che al resto. 

Tutti i nostri vasetti vanno direttamente sul mercato, facciamo vendita diretta al consumatore, non cambierei questa decisione perché mi piace il contatto con il cliente.   

Il fondo a nostra disposizione è di circa 5000 mq, con 700 mq di serre e tunnel riscaldati. Nella sede aziendale abbiamo anche il punto vendita, all'interno di una serra di circa 200 mq».

Perché ha scelto questo lavoro?   

«Ho un legame forte con questa azienda, è il posto dove sono cresciuta ed era stato aperto ancora dai miei nonni a cui sono molto legata. Purtroppo mio nonno è venuto a mancare giovane e so che vedere dove siamo arrivati ora gli riempirebbe il cuore di orgoglio».

Dunque, non è certo pentita della scelta?

«Assolutamente no, questo lavoro mi appassiona molto: in un mondo sempre più frenetico sono grata di poter fare qualcosa che mi connette ancora con la natura, insegnandomi l’arte dell’osservazione e i ritmi lenti ma in continua evoluzione delle piante. Sono certa di aver trovata la mia strada».      

Quando ha iniziato qui?

«Ho sempre aiutato all’interno dell’azienda, ma ho iniziato a lavorarci a tempo pieno verso i 21 anni. Prima ho avuto le mie esperienze lavorative esterne ma dopo sono tornata nel posto che ho sempre chiamato “casa”. Al momento sono una coadiuvante familiare ma presto subentrerò come titolare».

Progetti per il futuro?

«Il continuo miglioramento di tecniche di coltivazione, in modo da garantire sempre al cliente un prodotto di qualità e rispettando il più possibile l’ambiente. Intendo continuare ad aggiornarmi per migliorare sempre di più le mie conoscenze e di conseguenza anche il mio lavoro».

Un sogno nel cassetto?

«Mi piacerebbe riuscire a ritagliare uno spazio in azienda in modo da creare dei laboratori per connettere sempre di più le persone di tutte le età con la natura. Negli ultimi anni ho notato che c’è sempre meno attenzione e curiosità su quello che è il lavoro manuale e l’apprezzare le piccole cose.

Osservando le piante si riesce anche a ridurre al minimo i trattamenti, (prediligiamo già quelli biologici anche se non abbiamo certificazioni), perché ti fanno capire loro di cosa hanno bisogno. È un po' lo spirito di osservazione e curiosità che negli anni si è perso».

Nel tempo libero ha qualchge hobby o impegni particolari?

«Purtroppo, lavorando in una piccola azienda e voilendo fare le cose al meglio, non ho la possibilità di impegnarmi come vorrei in altre attività, quindi per il momento lascio perdere».

Che cosa dicono le sue amiche della scelta professionale?

«Mi hanno sempre sostenuto e appoggiato, alle volte mi dicono che lavoro troppo ma capiscono e rispettano le mie priorità supportandomi sempre.

Ci sono anche altri giovani di Vezzano, che hanno scelto di fare l’imprenditore agricolo, ma non legati al settore fiori da trapianto».

Elisa racconta, infine, che anche il suo mio ragazzo «per fortuna condivide tutte le sue scelte e decisioni», appoggiandola e standole accanto, tanto che in futuro gli piacerebbe entrare in azienda per lavorare insieme.













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