Pressano, Luca Zadra: sostenibilità ambientale priorità dell'agricoltura
Nella frazione collinare sopra Lavis, l'incontro con il 33enne socio dell'azienda familiare che coltiva vigneti e frutteti. L'impegno anche in Comune, come assessore all'agricoltura e vicesindaco. Inoltre, la passione sportiva e il ruolo nella locale società di pallamano che milita in serie A
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La storia del giovane di questa settimana viene da Pressano paese sulla collina sopra Lavis, in una zona particolarmente vocata alla viticoltura, ed è quella di un giovane imprenditore agricolo di 33 anni.
Si tratta del primo giovane che troviamo, fra i moltissimi intervistati, che ha una carica elettiva molto importante, come quella di vicesindaco del comune di Lavis, nonché assessore all’agricoltura, di uno dei paesi più grandi del Trentino.
Ma è anche un giovane che ha una passione particolare per lo sport, e la pallamano in specie. Com’è noto Pressano ha una squadra molto forte, questo ha portato il nostro giovane ad occuparsi anche di giornalismo. Da dieci anni è infatti collaboratore dell’Adige per questo sport.
Parliamo di Luca Zadra, che vista la sua formazione professionale non idonea per l’ottenimento dell’iscrizione all’albo per gli imprenditori agricoli, e il conseguente diritto di richiedere il premio d’insediamento, avendo frequentato come scuola superiore il liceo scientifico G. Galilei di Trento.
Ora sta completando il corso biennale delle 600 ore organizzato dalla Fondazione Mach.
Un corso, afferma Luca Zadra, che permette di cogliere aspetti dell’agricoltura che tramite la formazione scientifica non sarebbe possibile cogliere. Ci sono tante materie e diversi dettagli di fondamentale importanza come gli aspetti biologici, chimici ma anche semplicemente la fiscalità agricola nel dettaglio.
Zadra ha già chiesto il premio d’insediamento e lo ha ottenuto. «Con i 40 mila euro del premio ho in programma di investire sulla meccanizzazione e sulla sicurezza, bonificando appezzamenti poco agevoli alle lavorazioni meccaniche e rinnovando impianti meno produttivi, ma non solo: uno sguardo anche all’ecosostenibilità, con investimenti nella fertirrigazione ed il controllo del bilanciamento vegetativo».
L'azienda è prevalentemente viticola per l’80% e per il restante 20% frutticola. I frutteti sono in fondovalle, in zona Nave San Rocco, mentre i vigneti sono dislocati fra la collina di Pressano e la collina di Faedo.
La superficie dell’azienda si estende per circa 25 ettari, un’ampiezza superiore alla media, vista anche la potenza della forza lavoro: quattro imprenditori a tempo pieno.
Perché questa scelta di un giovane come lei?
«L’attività agricola della famiglia Zadra è presente da tre generazioni ed è ben avviata, rinnovata al punto giusto.
Non ho avuto dubbi nel voler portare avanti il lavoro delle passate generazioni, per dare continuità e magari portare qualcosa di nuovo visti i tempi che cambiano in maniera continua e repentina. Sono in azienda fin dal 2016, ma ora assieme a mio cugino Maurizio ci siamo insediati come soci e titolari, entrando a tutti gli effetti a far parte della società agricola. Siamo in presenza di un’azienda agricola semplice con quattro soci io, mio padre Franco mio zio Stefano e mio cugino Maurizio. Una società quindi a conduzione famigliare che mantiene il solco delle ultime generazioni».
Progetti per gli anni a venire?
«Nei miei progetti futuri non sono stravolgimenti: l’azienda ha acquisito un suo assetto, sia di dimensioni che varietale e la linea resterà quella degli ultimi anni, con qualche rinnovo e uno sguardo a possibili nuove colture».
Un sogno nel cassetto?
«Il sogno è sempre quello di poter creare un proprio prodotto, ma servono tanti ingredienti diversi, non sono scelte che si inventano in pochi mesi o anni, prima andranno poste basi solide a livello di preparazione, competenza ed assetto, poi si vedrà».
Dopo dieci anni è pentito della scelta?
«Assolutamente no, sono molto fortunato ad avere in casa un’azienda così ed è un orgoglio poterla portare avanti».
Quali sono i suoi rapporti con la questione ambientale?
«La cura e la salvaguardia del territorio fanno rima con agricoltura. Il nostro e altri territori fanno dell’agricoltura una virtù per l’ambiente, anche se il nostro settore è sempre molto criticato. Penso che la nostra agricoltura abbia raggiunto ottimi livelli di sostenibilità e sta compiendo passi sempre più ampi. Sarà sempre e comunque una mia priorità.
La parte frutticola è tutta coltivata a biologico, mentre il vigneto per ora no.
Il prodotto è conferito da oltre 40 anni alla Cantina Mezzacorona, una cooperativa con oltre 1300 soci. Siamo grati al nostro gruppo, che cerca sempre di far navigare i conferitori nelle acque migliori, anche se i tempi attuali non danno idea di grandi garanzie e positività».
L'impegno pubblico?
«Come già accennato, sono vicesindaco di Lavis e fra le deleghe da assessore ho anche l’agricoltura, sono componente del Consorzio irriguo e di miglioramento fondiario di Faedo, sono componente del consiglio direttivo del Gal Trentino Centrale».
E il tempo libero?
«Sul fronte degli hobby, sono direttore generale dell’associazione Pallamano Pressano (serie A), oltre che vicepresidente del club Service Round Table Trento, club di imprenditori Under 40 della città di Trento».
Cosa dicono gli amici della scelta di lavorare in campagna?
«Tutti concordano che la scelta sia stata sicuramente la cosa migliore e più naturale, considerata la storia della mia famiglia e della nostra azienda.
Nel nostro comune ci sono moltissimi giovani impegnati a tempo pieno in agricoltura, e con loro mi confronto spesso anche grazie al tessuto di associazioni presenti in comune».