«Ciao Meto, lasci un segno nel cuore di tutti noi» 

Ieri il funerale di Giacomo Gaio. È servita la chiesa arcipretale di Fiera di Primiero per  contenere le moltissime persone che hanno voluto dire addio al finanziere e allenatore sportivo


RAFFAELE BONACCORSO


Primiero. Giacomo Gaio, per tutti Meto Gaio, 85 anni, maresciallo della Finanza in congedo, Cavaliere della Repubblica, ha certamente lasciato un segno. In un mondo dello sport purtroppo attraversato, nei livelli più alti, da interessi, giochi di potere e perfino corruzione, la figura di Meto è una limpida lezione di cosa è il vero sport. Con la sua pura anima sportiva, il suo modo semplice, bonario, ma efficace, di avviare i più giovani alla pratica dello sport fatto di impegno, costanza e fatica, il suo proverbiale disinteresse per tutto quello non poteva avere a che fare con lo sport, Meto ha rappresentato per Primiero il vero e cristallino aspetto di come si pratica lo sport. Prima come atleta di sci nordico, tra le fila delle Fiamme Gialle, poi come tecnico allenatore di tanti giovani.

C’erano proprio tutti

Tutti – colleghi, allievi, genitori, dirigenti, amministratori gente comune – gli hanno voluto bene e lo hanno dimostrato al suo funerale che, proprio per contenere tutti, si è celebrato nella chiesa madre arcipretale di Fiera di Primiero.

A dare l’ultimo saluto c’erano tutti: i colleghi della guardia di finanza con il Comandante del Nucleo sportivo Fiamme Gialle, colonnello Gabriele Di Paolo, i colleghi dell’Associazione finanzieri in congedo, gli uomini del Soccorso alpino di San Martino di Castrozza e Primiero, le guide alpine “Aquile di San Martino”, l’associazione di soccorso sanitario “Una corsa per la vita” e dirigenti e atleti della società sportiva Us Primiero, con gli atleti della sezione sci nordico che può essere considerata una creatura di Gaio.

Preghiere e ricordi

Una cerimonia funebre particolare quella di Meto. Il ricordo nell’omelia del parroco di Imer don Nicola Belli che lo conosceva bene: «un uomo di fede che ha fatto solo del bene a tutti»; la lettura della “Preghiera dei finanzieri” da parte del nipote Valentino Taufer, finanziere anche lui; il ricordo della sorella Pia; la “Preghiera della montagna” letta da Ruggero Daniele, guida alpina e collega finanziere; la canzone “Amici miei”, cantata con la chitarra da Franco Lemma, presidente della locale Associazione finanzieri.

Il nipote

Poi il toccante ricordo del nipote Aaron: «ti sentiamo ancora con la tua voce inconfondibile… “dai tosati, ancora do giri fati polito e po podé ndar a dugar”… e tutti ti amavano per la tua schiettezza e semplicità e il tuo modo di fare. Ci hai insegnato tante cose, ad amare la montagna, con il tuo amato sci, la natura, gli animali. Hai completato la tua scalata, questa volta in cima alla vetta più alta, tracciando con successo una via bellissima, una vita piena di soddisfazioni e lasciando il segno nel cuore di molti. Grazie, nonno».

Il figlio

E poi le parole del figlio Aldo, che dopo aver invitato i presenti a fermarsi dopo il funerale davanti il sagrato per ottemperate al volere del padre che aveva detto che di offrire qualcosa “ad amici e nemici”, chiedendo il permesso ai parroci, ha voluto salutare “el Meto” con una frase che soleva dire per rafforzare un proprio pensiero: “papà, boia can, ci mancherai”.













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