«Amianto a Mori, niente rischi» 

Il sindaco Barozzi: forse qualche errore c’è stato, ma il 6 agosto c’era una situazione d’emergenza



MORI . «Il 6 agosto si è verificata una situazione di emergenza su tutto il territorio di Mori a causa del maltempo. Quello per la caduta di una parte della copertura in amianto del cimitero è stato solo uno degli innumerevoli interventi di quelle ore. Si è operato in condizioni di emergenza. Forse in condizioni di ordinarietà ci si sarebbe mossi in modo leggermente diverso, ma la priorità era togliere di mezzo il materiale ed è stato fatto, per quanto ne sappiamo senza correre particolari rischi. Rischi che comunque non sono diversi da quelli che ci sono ogni giorno per i frequentatori del cimitero e per chi si avvicina alle migliaia di strutture che in Trentino non sono ancora state bonificate»: lo dice il sindaco moriano Stefano Barozzi in risposta alle accuse del sindacato Usb sulla gestione dell'episodio che a detta dei rappresentanti dei lavoratori ha visto raccogliere le scaglie di copertura contaminata non i pompieri opportunamente attrezzati, ma anche e soprattutto i dipendenti di Amr (che gestisce il cimitero) senza protezione e con normali sacchi di plastica. Sulla vicenda, in base alla ricostruzione dell'Usb, che evidenziava possibili incongruenze tra la versione della determina firmata dal responsabile del Servizio tecnico (che parlava di pompieri dotati di tute e dispositivi protettivi consoni e incapsulamento del materiale) e quella dei fatti - interviene anche il Movimento 5 Stelle: «Sorvolando sulla possibile catena di reati connessi a questa attività di bonifica - scrivono i pentastellati di Mori Renzo Colpo e Nicola Bertolini - vogliamo segnalare il presunto falso ideologico contenuto in un atto pubblico. Consapevoli della gravità di tali comportamenti e in qualità di controllori del corretto svolgimento dell'attività amministrativa, abbiamo già provveduto a dare "notizia di reato" all'autorità competente».

«Meglio - commenta Barozzi - stare attenti con le parole. C'è sempre da distinguere tra Amr e Comune. Noi non parliamo per l'Amr. Noi non siamo entrati e non sappiamo cosa sia avvenuto. Qualche errore, vista la situazione di emergenza, potrebbe essere stato fatto, forse sarebbe stato il caso di aspettare l'intervento di una ditta specializzata, ma quel giorno c'è stato il finimondo a Mori e il materiale andava smaltito in fretta. Se c'è qualcosa da modificare nella procedura, si modificherà in vista della prossima volta, anche se contiamo di intervenire al più presto con la bonifica complessiva che era già prevista prima dell'episodio. Riguardo alle varie versioni, saranno gli ispettori del lavoro che hanno fatto le proprie verifiche a dire cos'è accaduto, non può certo dirlo l'Usb, da tempo schierato contro l'amministrazione per la vicenda vallo-tomo. Siamo i primi a cui interessa il benessere dei lavoratori, ma la questione non va ingigantita: ogni giorno chi va al cimitero si trova al cospetto di una copertura in amianto aperta». (m.cass.)

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