Vitalizi, è «caccia» alla gola profonda

Zitti per due mesi. E ora accuse reciproche tra i consiglieri su chi ha rivelato al «Trentino» lo scandalo dei maxi assegni


di Ubaldo Cordellini


TRENTO. In pubblico si mostrano dispiaciuti e fingono di cadere dalle nuvole, di essere milionari inconsapevoli. Ma in privato i consiglieri provinciali e gli ex hanno già lanciato una vera e propria caccia all’uomo. Da più di un mese si guardano in cagnesco l’un l’altro e cercano di scoprire chi è stato il consigliere che ha tradito il segreto, che ha svelato che il re è nudo spiegando al Trentino che era arrivata una liquidazione d’oro da 280 mila euro per gli eletti nel 2008 aprendo la strada perché emergesse lo scandalo vitalizi d’oro. Ci sono state anche riunioni per cercare di capire chi è stato. Gli articoli del nostro giornale sono stati vivisezionati alla ricerca di dettagli che potessero far individuare la talpa, la gola profonda che non ha fatto altro che alzare il velo su uno vero e proprio scandalo. Ci sono anche due sospettati. Due consiglieri che, secondo i loro ex colleghi, potrebbero aver rivelato all’opinione pubblica che i politici si erano preparati una maxiliquidazione. Ci sono stati anche confronti personali e richieste di spiegazioni.

«Hanno anche fatto una lista dei sospetti e sono minacciosi», racconta un consigliere che vuol restare anonimo. Brucia che il segreto sia uscito. Brucia che le persone normali, quelle che prendono liquidazioni da poche decine di migliaia di euro dopo 35 anni di lavoro, sappiano che i consiglieri provinciali maturino 280 mila euro tra indennità di fine mandato e contributi al fondo pensione dopo un solo mandato. Per non parlare delle liquidazioni d’oro che giungono ad arrivare ben sopra il milione di euro per chi ha alle spalle più di una legislatura. I consiglieri sapevano che stavano per entrare nelle loro tasche fiumi di denaro. Lo sapevano da molto tempo, ma fingevano di non saperlo. Si raccomandavano tra di loro di mantenere il segreto. Erano consapevoli che, se si fosse saputo in giro, sarebbe scoppiato il putiferio, come in effetti è avvenuto. Tra di loro parlavano di un regalo, un grande regalo che stava per arrivare alle spalle del contribuente del Trentino Alto Adige. E tutto doveva restare segreto. Infatti, i bonifici con le liquidazioni e gli anticipi sono dei primi giorni di gennaio 2014. Per questo qualcuno tra i consiglieri aveva parlato anche di una ricca calza della befana. Per oltre un mese, il segreto era stato mantenuto. Poi uno dei consiglieri non ce l’ha più fatta e si è confidato con il Trentino. Ha spiegato di vergognarsi perché si era reso conto che la sua indennità in questo modo saliva fino a quasi 12 mila euro al mese. Il giorno dopo, i consiglieri, invece di fare ammenda, hanno avviato la caccia all’uomo. Poi è emerso nei primi giorni di gennaio, la Regione oltre a versare i 280 mila euro agli eletti nel 2008, aveva anche versato gli anticipi ai consiglieri che avevano più legislature.

Molti hanno fatto finta di non sapere. Peccato che tutti fossero stati convocati e avessero firmato la rinuncia a una quota del vitalizio in cambio dei generosi anticipi.













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