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Via i debiti dei Comuni e nuove opere strategiche

Accordo con Roma, Rossi e Daldoss domani di fronte al Consiglio delle autonomie. L’assessore: la priorità va data a investimenti sovracomunali motore di sviluppo



TRENTO. È uno dei punti dell’accordo con Roma su cui la Provincia fa maggiore affidamento: lo dimostra la stessa agenda del presidente Ugo Rossi che domani pomeriggio, alle 14.30, assieme all’assessore agli enti locali Carlo Daldoss incontrerà il Consiglio delle autonomie per illustrarne i contenuti. Quelli generali, la cornice istituzionale e finanziaria, e appunto quelli di specifico interesse per il sistema dei Comuni. Si tratta della possibilità, per la Provincia di intervenire con le proprie disponibilità di cassa, che saranno generate dal parziale allentamento del Patto di stabilità (in attesa della definitiva uscita nel 2016) , per appianare i debiti contratti dalle amministrazioni municipali: non caso nelle scorse settimane dalla provincia era partita la precisa richiesta al Consiglio delle autonomie di fornire, Comune per Comune, l’ammontare e la durata dei mutui accesi per finanziare opere pubbliche.

La cifra complessiva si aggira attorno a 250 milioni di euro, forse tre o quattro in più: un fardello che grava sui Comuni e più in generale sull’intero settore pubblico provinciale, termine di riferimento per il governo in materia di rispetto dei vincoli del Patto di stabilità. E c’è la possibilità di eliminarlo per intero, questo fardello, sia in termini di liquidità immediata che di oneri per interessi passivi, visto che il residuo di cassa finora non utilizzabile è ampiamente superiore: lo stesso Rossi ha infatti più volte indicato tale ipotetica disponibilità in circa un miliardo di euro. Tecnicamente l’operazione è ancora tutta da definire, e ovviamente si dovrà attendere il recepimento definitivo dell’accordo nella Legge nazionale di stabilità che modificherà il Titolo VI dello Stato in materia di rapporti finanziari tra lo Stato e la Provincia, ma la partita è di quelle importanti. Lo conferma anche Paride Gianmoena, presidente del Consiglio delle autonomie, che attende con particolare interesse le comunicazioni di domani di Rossi e Daldoss. Azzerando il debito in essere, infatti, è chiaro che potrebbero aprirsi nuovi e interessanti spazi di spesa per investimenti: facendo dunque ripartire la spesa pubblica a livello comunale, anche se raggiungere i livelli pre-crisi sarà evidentemente impossibile.

Tutto questo si innesta però su un’altra partita avviata dalla giunta provinciale: la riforma istituzionale. Spiega infatti l’assessore Daldoss che questa nuova opportunità finanziaria andrà utilizzata non in termini di investimenti dei singoli Comuni, quanto piuttosto in operazioni di più ampio respiro, a un livello territoriale superiore. «Il concetto di fondo deve essere questo - afferma - ragionare in termini di sistema composto da Comuni, Comunità e Provincia, e aggiungo anche gli operatori privati che sempre grazie a questo accordo potranno beneficiare di credito d’imposta: gli investimenti andranno valutati e decisi sulla base di quanto potranno essere motore di sviluppo per l’intero territorio». E qui entra in ballo la regia provinciale: cioè indicazioni politiche precise considerati per capire se sarà più utile pensare a circonvallazioni piuttosto che a interventi di manutenzione del territorio, a nuovi impianti di risalita piuttosto che a progetti di pedonalizzazione dei centri turistici. «Lì dovrà scattare il protagonismo dei territori - conclude Daldoss - ma in quell’ottica sovracomunale che abbiamo sempre sostenuto».

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