«Timoniere coraggioso così ha salvato l’Unione»

Napolitano: «La sua qualità si è imposta e ci rende orgogliosi come italiani» Pombeni: «Ha fatto della Bce la prima istituzione federale della Ue»



TRENTO. Mario Draghi ha ricevuto ieri il premio Degasperi «per il contributo dato - si legge nelle motivazioni della giuria - alla tenuta del sistema europeo». Tocca all’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, tornato volentieri a Trento per l’occasione, ricordare che la nomina dell’ex governatore della Banca d’Italia a presidente della Banca Centrale Europea fu, nel 2011, un passaggio per nulla scontato. «La qualità della sua candidatura - ha detto Napolitano - si impose nonostante difficoltà e manovre ostili, ma non fu semplice raggiungere il risultato, se solo si pensa a come fosse scaduto il livello di credibilità e autorevolezza internazionale dell’Italia di governo nel pieno di quel 2011». L’ex capo dello Stato non può non registrare «le correnti critiche» che si sono a più riprese levate verso l’azione del presidente della Bce a sostegno di una politica di sviluppo, in Germania innanzitutto. «Ma Draghi - osserva - ha risposto e continua a rispondere con efficacia ed equilibrio, riferendosi sempre all’interesse comune europeo, al di là delle ragioni o dei calcoli di qualsiasi partner nazionale». Secondo Napolitano, Draghi si è conquistato il rispetto «mostrandosi ben consapevole di non potersi sostituire alla fiducia negli eletti e nel governo»: «Nessuno più di lui sa come le risposte decisive alla crisi che travaglia l’Ue possano venire solo dalla politica», perché «la politica monetaria, fosse pure la più audace, non può in solitudine determinare quel nuovo sviluppo dell’economia e dell’occupazione oggi da tutti auspicato in Europa». È quello scatto che il vecchio presidente non smette di invocare: «L’Unione non scivoli nell’attendismo, in un eccesso di prudenza, magari anche per calcoli relativi a prossimi appuntamenti politici interni». Ci sono urgenze, incalza, che non possono aspettare: il dramma dei migranti, le iniziative di difesa e sicurezza, il pieno completamento dell’unione bancaria.

Tanti i riconoscimenti arrivati ieri a Mario Draghi per la sua azione portata avanti in questi anni da Bruxelles, a difesa della moneta unica e, con essa, dell’intero progetto europeo. «Non è stato un uomo solo al comando, ma un timoniere coraggioso di un’equipaggio», ha detto lo storico Paolo Pombeni, segretario del Premio Degasperi, «ha fatto della Bce la prima istituzione federale di una Ue dove vediamo tante resistenze e ha dimostrato che il coraggio non è temerarietà irresponsabile». «Per la prima volta non premiamo un politico, ma un tecnico, o meglio un grand commis», ha osservato Pombeni. Il contributo di Draghi è stato sottolineato anche dal rettore dell’Università di Trento Paolo Collini: «Ha saputo difendere l’euro con misure innovative e ci ha mostrato il modo in cui l’integrazione europea può progredire».

(ch.be.)













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