Sono 38 i bambini non vaccinati che non vanno all’asilo 

Non c’è solo il caso Calceranica. Diversi genitori preferiscono  tenere i figli a casa per evitare loro il trauma dell’esclusione



TRENTO. «Altro che tre bambini. I piccoli che non vanno a scuola materna perché non sono né vaccinati né prenotati per il vaccino sono molti di più. Solo che i loro genitori hanno deciso di tenerli a casa senza fare prove di forza. Per tutelarli». La Provincia spiega che sono almeno 38 i bambini lasciati a casa volontariamente dai genitori. C’è, però, il timore che qualche genitore possa portare il figlio non vaccinato anche in altre scuole diversa da quella di appartenenza. Per questo Provincia e sindaci sono allertati.

Patrizia Filippi, presidente di Vaccinare informati, apre uno squarcio su una tesi che voleva che sui vaccini ci fossero pochi problemi: «Andatelo a raccontare ai genitori che hanno deciso di tenere a casa i figli. E poi a quelli che decideranno di non vaccinarli alla fine dell’iter di colloqui informativi previsto per chi ha prenotato. Sono centinaia. A marzo si vedrà che sono tantissimi. Il problema è molto maggiore di quello che dicono in Provincia. Ci sono centinaia di bambini che rischiano di essere espulsi dalla scuola dell’infanzia e questo non è giusto».

Sono centinaia , infatti, i genitori che hanno deciso di prenotare il vaccino per i figli, ma con l’intenzione di avere una maggiore informazione. L’assessore Luca Zeni e l’Azienda sanitaria, infatti, hanno assicurato che tutti avranno colloqui informativi sui vaccini e sulle possibili controindicazioni. Nel frattempo, però, l’Azienda sanitaria fisserà per tutti un primo appuntamento per il vaccino entro fine anno. Per chi non si presenterà sarà fissato un secondo appuntamento entro febbraio e poi, in caso di mancato vaccino, verranno concessi ulteriori 20 giorni per mettersi in regola. Poi si passerà alle esclusioni. «A quel punto, si vedrà che i genitori non convinti di vaccinare sono molti», spiega la Filippi.

Vaccinare Informati, però, preferisce non manifestare davanti agli asili: «Non vogliamo che ci vadano di mezzo di bambini. Noi pensiamo che si debbano tutelare i bambini il più possibile. Per questo non partecipiamo alle manifestazioni di Calceranica. Rinnoviamo la massima solidarietà alla famiglia del bimbo escluso. Continueremo a manifestare per la libertà di scelta, ma non davanti agli asili. Oggi, domenica, faremo una grande festa per tutti i bambini. Nessuno escluso». (u.c.)













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