Riva, il parroco sorprende un ladro di elemosine e lo fa arrestare

Don Binda insospettito dai rumori provenienti dalla chiesa Il malvivente ha usato un candelabro come piede di porco


di Matteo Cassol


RIVA. Le offerte raccolte e custodite nei luoghi sacri saranno anche destinate ai bisognosi, ma lo stratagemma adottato da un trentenne rivano per candidarsi a unico beneficiario - per quanto magari in stato di difficoltà economica - non si è rivelato certo dei migliori: dopo essersi nascosto nella chiesa di Santa Maria Assunta, in pieno a centro a Riva, in attesa della chiusura, nella notte tra martedì e ieri l'uomo (S.M. le iniziali), con la fedina penale già appesantita da precedenti specifici, identificato il momento ritenuto più opportuno è entrato in azione con l'obiettivo di scassinare una cassetta delle elemosine e appropriarsi del suo contenuto.

Stando alla ricostruzione dei carabinieri, l'intruso al posto del proverbiale piede di porco o di altro arnese da scasso ha utilizzato un pesante candelabro trovato direttamente in chiesa, con il quale ha cominciato a colpire il contenitore delle offerte.

L'atto, però, si è rivelato fallimentare sotto tutti i punti di vista: per prima cosa, fatto per lui probabilmente preponderante, l'uomo non è riuscito ad aprire la scatola e a sottrarre i soldi, dopodiché i forti rumori provocati durante l'infelice tentativo hanno insospettito il parroco e i suoi collaboratori, con don Giovanni Binda che è sceso a verificare cosa stesse succedendo, trovandosi a tu per tu con il trentenne. Proprio il mancato buon esito dell'operazione, in un primo momento, ha tratto in inganno il sacerdote e altri fedeli: il giovane ha mostrato il proprio zaino vuoto per scagionarsi e quindi non è stato subito ritenuto responsabile del frastuono che poco prima proveniva dalle navate ed è stato lasciato andare. Dopo un sopralluogo più approfondito, tuttavia, don Giovanni si è accorto del tentato furto e quindi ha allertato il numero di emergenza 112. Rapido, a quel punto, l'intervento di una delle pattuglie in servizio notturno del Radiomobile di Riva (in questo periodo attive nella repressione dei reati di natura cosiddetta predatoria), che ha individuato in poco tempo il sospetto bloccandolo tra viale Martiri del 28 giugno e viale Trento. Dopo averne verificato le responsabilità, i militari hanno quindi arrestato l'uomo, a disposizione del magistrato di turno.

Nella mattinata di ieri in tribunale a Rovereto si è tenuta l’udienza di convalida del fermo. Il dibattimento è stato rinviato a gennaio. Nel frattempo il trentenne dovrà visitare quotidianamente la compagnia dei Carabinieri di Riva, perché sottoposto alla misura dell’obbligo di firma. Per lui anche obbligo di dimora e divieto di circolazione notturna.

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