Sanità

Morbillo, casi quadruplicati in Trentino

Nel 2017 registrati 15 contagi, nello stesso periodo del 2016 erano stati solo 4: «E’ l’effetto del calo delle vaccinazioni»


di Andrea Selva


TRENTO. Gli addetti ai lavori la chiamano “micro-epidemia”, ma pur sempre di un’epidemia si tratta: nei primi cinque mesi del 2017 in provincia di Trento sono stati registrati 15 casi di morbillo, un numero quasi quadruplo rispetto ai 4 casi registrati nello stesso periodo del 2016. Il dato è stato fornito dall’Istituto superiore di sanità ed è il frutto dell’attività di sorveglianza affidata alle autorità sanitarie locali. Una situazione che è stata confermata ieri pomeriggio al Trentino dal dottor Valter Carraro, responsabile dell’ufficio igiene e sanità pubblica: «Ci troviamo di fronte a una mini-epidemia che può essere sicuramente messa in collegamento con la percentuale di vaccinazioni inferiore alla soglia di sicurezza indicata dal ministero: in Trentino siamo attorno all’85% per cento, mentre il livello considerato sicuro per tenere sotto controllo il diffondersi di questa malattia (che è molto contagiosa) è del 95% della popolazione».

L’aumento dei casi di morbillo si inserisce in una tendenza che si registra in tutta Italia, anche se probabilmente le statistiche sono influenzate dalla maggior attenzione che le autorità sanitarie dedicano al fenomeno e quindi da una maggior propensione a segnalare i casi registrati sul territorio. A Bolzano - dove le percentuali di vaccinazioni sono storicamente ai livelli minimi italiani - i casi di morbillo registrati nel 2017 sono stati 7, mentre nel corso del 2016 non c’erano state segnalazioni. A Verona le segnalazioni sono salite da zero (nel 2016) alle 48 giunte quest’anno. Le aree più colpite secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità sono le province di Roma, Torino, Milano, Chieti e Padova.

Va detto che comunque in molti casi (almeno secondo l’esperienza trentina) i casi di contagio sono ben noti, poiché portano al ricovero del paziente: «Si tratta generalmente di persone sopra i vent’anni, ma la preoccupazione maggiore è che la diffusione del morbillo possa coinvolgere anche le fasce di età più giovani. Non ci siamo trovati di fronte a situazioni drammatiche, ma abbiamo registrato complicazioni come polmonite e cheratite».

In Trentino le vaccinazioni previste dal calendario vaccinale non sono obbligatorie (ma caldamente raccomandate dall’azienda sanitaria) ma va detto che l’obbligo della vaccinazione per il morbillo non era previsto nemmeno in precedenza. Si tratta comunque di una fra le malattie per cui è prevista l’introduzione dell’obbligo per l’iscrizione alle scuole dei bambini nella fascia da 0 a 6 anni.













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