Meteo, temperature a picco Allarme gelate in campagna 

Coltivazioni a rischio. Da domani a mercoledì ghiaccio possibile sopra i 500 metri Tognoni (Meteotrentino): «Preoccupazioni soprattutto per la val di Non e la Valsugana»


Carlo Bridi


Trento. Sulla base delle segnalazioni della Fondazione Mach i contadini sono in allarme per gli annunciati forti abbassamenti della temperatura previsti per le notti fra la domenica e lunedì (con meno rischi), in quella fra lunedì e martedì con maggiori rischi, ma anche in quella fra martedì e mercoledì. Certo, tutto dipenderà dalla presenza del vento o meno, un vento che pur essendo annunciato da nord, e quindi molto freddo se dovesse perdurare difficilmente porterà a gelate, ma se viene a cessare nella seconda parte della notte lascia una temperatura molto bassa e quindi il rischio gelate è molto forte.

Meteotrentino

«Un forte calo della temperatura, massima si riscontrerà già nella notte fra sabato e domenica - afferma Gianluca Tognoni, dell’ufficio Meteo della Provincia - lunedì mattina ci dovrebbe essere un pò di vento e un po’ di nuvole quindi rischio ridotto, rischio che diventa più forte nelle notti del lunedì martedì in presenza di notte stellata e priva di vento. Ma secondo me - conclude Tognoni - in Valle dell’Adige non vedo grossi pericoli, cosa che invece vedo sia in Valle di Non che in Valsugana, ad una quota superiore ai 500 metri»

Coldiretti

Gianluca Barbacovi, presidente di Coldiretti segue con apprensione l’evoluzione della situazione, con particolare attenzione alla sua Valle di Non con un forte timore che non si ripeta la drammatica situazione degli ultimi giorni di aprile del 2017. «La frutticoltura in valle è in una fase molto delicata - afferma - la fioritura è finita e le piccolissime mele sono esposte al rischio gelo». Certo, molto dipenderà da quante ore o quanti giorni assisteremo all’abbassamento della temperatura, della presenza o meno di vento. Tutte variabili afferma Tognoni che è impossibile prevedere ora. L’unica sicurezza conclude Barbacovi, è quella che il 90% della produzione è assicurato. Forte la preoccupazione anche per la viticoltura, afferma il direttore di Coldiretti, Mauro Fiamozzi, le previsioni per il 7 maggio fanno venire in mente un altro 7 maggio terribile, quello del 1957, quando una gelata ha tolto tutta la produzione dell’uva.

Impianti antibrina

«Noi siamo già in allerta per avviare il sistema antibrina - afferma Enrico Tovazzi - viti- frutticoltore biologico di Volano - che per la frutticoltura se il freddo non dura troppo a lungo, ci dà assicurazione di difesa, molto complicato il discorso per la viticoltura: sui vigneti non è possibile attivare l’irrigazione antibrina perché l’acqua si gela sui tralci facendoli strappare per l’eccesso di peso». Concludiamo la carrellata con Oreste Tamanini storico frutticoltore a sud di Trento: «Speriamo che queste previsioni non si realizzino, anche perché non abbiamo nessuna esperienza nell’uso del sistema antibrina con la vegetazione cosi sviluppata, cosa succederà quando le goccioline si geleranno sulle foglie? Con il forte peso spaccheranno i rametti? Non lo sappiamo», afferma sconsolato Tamanini.













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