gli esami

Maturità, a Trento solo in tre arrivano all’«eccellenza»

I presidi dei maggiori licei cittadini commentano: «Standard comunque molto alti. Raro raggiungere la lode»


di Vittoria Brolis


TRENTO. Per alcuni studenti trentini le vacanze estive sono potute iniziare solo giovedì, giorno in cui tra delusioni e sorprese si sono esposti i quadri finali in tutti gli istituti di Trento.

Tre quest'anno gli studenti che sono riuscititi a spuntarla con l'eccellenza: Mattia Ferrari dell'ITT Buonarrotti, Filippo Sottovia e Stefania Trentin del liceo Galilei.

Un'ottima vetrina per questo liceo scientifico ma «sarebbero potuti essere di più» commenta Flavio Dalvit, preside dell'istituto. «Questo risultato ci fa molto onore ma ci sono stati altri candidati, che evidentemente all'esame non sono riusciti ad esprimersi al meglio, che si sarebbero potuti premiare con una lode per l'impegno costante e i numerosi risultati ottenuti a scuola e nei vari progetti esterni.»

Per raggiungere livelli così elevati però «gli studenti devono svolgere prove eccellenti» precisa Maria Pezzo, dirigente scolastico del liceo classico Prati di Trento. «Sono pienamente soddisfatta del risultato dei nostri studenti. Su ottantatre che hanno affrontato l'esame, dieci di questi l’hanno superato con voto 100. Questo risultato è un indicatore di eccellenza che dimostra che i nostri ragazzi sono pronti ad affrontare università prestigiose.»

Il numero di iscrizioni al liceo classico cittadino continua ad aumentare portando a ventiquattro le classi totali a settembre. Caso unico in Italia in cui invece si registra un costante calo di iscrizioni a questo indirizzo.

Due invece le studentesse del liceo scientifico Da Vinci diplomate col voto massimo, ma la parola lode è ben rara da leggere sui quadri di questo istituto.

«Sono pochi gli studenti davinciani che arrivano ad ottenere una lode ma tanti invece escono con un eccellente percorso scolastico» puntualizza Alberto Tomasi, preside del liceo di via Madruzzo. «La lode è il risultato di una serie di concomitanze: i crediti accumulati, la commissione, l’agitazione» prosegue «ma il voto della maturità non è tutto. Adesso dipende tutto dai ragazzi e da quanto hanno imparato veramente. »

Maturità forse più complicata quella dell’anno prossimo in cui ci si aspetta di dover affrontare dei cambiamenti proposti dal ddl “Buona scuola” approvato giovedì scorso alla Camera.













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