L’appello dei medici a Fugatti: «Il S.Chiara ormai fa acqua» 

Sanità. Il governatore, in visita all’ospedale con l’assessora Segnana, ha incontrato i primari della struttura provinciale L’edificio è stato inaugurato nel 1970: «È di concezione opposta rispetto alle esigenze della sanità moderna»


Andrea Selva


Trento. Un’ospedale progettato negli anni Cinquanta (e inaugurato nel 1970) che ora, dal punto di vista degli spazi, “fa acqua”. L’hanno ricordato ieri i medici dell’ospedale Santa Chiara al governatore Maurizio Fugatti e all’assessora Stefania Segnana che hanno visitato alcuni reparti e poi hanno partecipato a una riunione con i primari.

I problemi di sicurezza

È stato il direttore della struttura, Mario Grattarola, a presentare alcuni dati dell’ospedale (un “transatlantico” l’ha definito) mettendo in evidenza la “grandezza” della struttura, ma anche i limiti, a cominciare dal pronto soccorso (il reparto che più preoccupa l’azienda sanitaria per l’elevatissimo numero di accessi) per arrivare alla sicurezza (non sanitaria): «Da vari reparti ci arrivano segnalazioni sul fronte della sicurezza, ad esempio per accessi non autorizzati alla struttura. Stiamo lavorando per garantire standard di sicurezza più elevati, ma la conformazione di questa struttura, che ha davvero molti diversi accessi, complica le cose».

Ospedale di vecchia concezione

Proprio dal pronto soccorso è partita la visita di Fugatti e Segnana, per proseguire nel reparto di medicina e infine di neurochirurgia: uno dei reparti più datati (non certo l’unico) dove sono evidenti i limiti della struttura. «Si tratta di un ospedale di concezione opposta rispetto agli standard moderni, con grandi distanze da percorrere e la necessità di interventi strutturali» ha detto il direttore generale dell’azienda sanitaria, Paolo Bordon. «Solo per gli adeguamenti normativi quest’anno spenderemo 13 milioni di euro. La sanità ha bisogno urgente di un nuovo luogo dove operare» ha concluso Bordon, ricordando anche il fronte del “ricambio generazionale dei medici” come secondo punto all’ordine del giorno. Nel corso di un breve dibattito i medici hanno chiesto alla Provincia garanzie sul fronte del rinnovo delle tecnologie che - proprio al Santa Chiara - cominciano a essere datate: «È anche con questi investimenti che si possono attirare nuovi medici in un momento difficile».

I rapporti tra centro e valli

L’assessora Segnana ha voluto ringraziare i medici dell’ospedale: «Abbiamo capito che non è il migliore degli ospedali, che ci sono reparti vetusti e obsoleti, a maggior ragione grazie a chi ci lavora riuscendo a garantire elevati standard di qualità». Il governatore Fugatti è invece intervenuto sul rapporto tra centro e periferie: «Nel nostro programma c’è grande attenzione al mantenimento dei servizi delle valli, ma è qui che c’è la “testa pensante” della sanità ed è giusto che certe specialità vengano fatte qui».













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