Finisce fuori strada in auto e l’etilometro è da record 

L’uomo ha fatto registrare un livello di 4,39, superiore a quello indicato per il coma etilico. In provincia dati preoccupanti per le «abbuffate alcoliche»



TRENTO. Secondo i parametri di riferimento in ambito sanitario, con quattro grammi di alcol per litro di sangue, si entra in coma etilico. Certo il valore non è assoluto ma varia in base al sesso, al peso e anche alla abitudine delle persone. Ma è un dato che permette di valutare lo stato psicofisico dell’uomo (un cinquantenne) che ieri mattina a Sopramonte è finito fuori strada con la sua macchina. Un incidente che non ha avuto conseguenze fisiche per il coinvolto che però è stato sottoposto al controllo con l’etilometro da parte degli agenti della polizia stradale intervenuti. E il risultato è stato decisamente positivo: 4,39 grammi di alcol per litro di sangue alla prima misurazione, 4,3 alla seconda. Ricordiamo che il limite di legge che fa scattare la denuncia per guida in stato di ebbrezza, è 0,5. L’uomo - che stava relativamente bene - è stato quindi accompagnato a casa da un famigliare mentre la macchina incidentata è stata sottoposta a sequestro al fine delle confisca. L’automobilista è stata anche denunciato e la sua patente è stata ritirata e passerà diverso tempo prima che possa tornare alla guida di una macchina. ù

Secondo la relazione del Ministero della salute del 2017, in provincia di Trento, la prevalenza dei consumatori di almeno una bevanda alcolica nel 2016 è pari a 78,9% tra gli uomini e 53,7% tra le donne e per entrambe i generi non si registrano variazioni significative rispetto alla precedente rilevazione. Ma la prevalenza delle consumatrici di aperitivi alcolici è superiore alla media italiana così come per la prevalenza di consumatori di birra; si registrano infine valori di prevalenza inferiori alla media nazionale delle consumatrici di vino (dato che forse appare inatteso) e dei consumatori di amari. L’analisi delle modalità di assunzione evidenzia che le prevalenze dei consumatori fuori pasto e dei binge drinker (coloro che usano l’alcol per le «abbuffate alcoliche», in questa definizione non è importante il tipo di sostanza che viene ingerita né l'eventuale dipendenza alcolica ma il rapporto - strettissimo - fra il numero di bevande assunte e il tempo «dedicato» a questa attività) sono superiori alla media italiana sia tra gli uomini sia tra le donne, e per gli uomini, anche la prevalenza dei consumatori a rischio. (m.d.)













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