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Cristo Re, aiuole e giardini in stato di degrado

La denuncia di un residente: «Nel rione, porta della città, siepi usate come bagni. I fiori sono sconosciuti e tra le vasche davanti alla chiesa, tanti rifiuti»


di Sandra Mattei


TRENTO. Il Comune poco attento al verde dei quartieri più periferici? O più attento al bilancio e perciò meno disposto a spendere per il decoro di vie e spazi comuni? Quale sia la ragione, il lettore che ha scritto al “Trentino” vuole sollevare il problema del degrado di aiuole e giardini nel quartiere di Cristo Re. Francesco Benedetti, che risiede in piazza General Cantore, afferma: «Ho percorso Via Buonarroti e mi è sembrato di trovarmi nella foresta vergine: penso non sia impossibile alzare il livello dei rami che tolgono aria e luce all’intero viale alberato dove le piante e i fiori (pochini) delle aiuole sono in stato di asfissia».

E spostandosi in piazza Cantore: «Qui i fiori sono sconosciuti, eccetto quelli del carrettino del venditore ambulante. Anche i fiori che alcuni mesi fa i ragazzi delle scuole avevano piantato attorno al monumento al centro della piazza, sono spariti per far posto alle erbacce. Le alte siepi che dividevano la strada dai giardini, davanti al Supermercato Coop, sono diventate il gabinetto dei numerosi extracomunitari incuranti che a pochi metri di distanza vi è un piccolo parco giochi frequentato dai bambini del rione».

Il discorso non cambia se si passa in via Maccani «dove pochi metri prima del distributore di carburante fa bella mostra di se una serie di lunghi vasconi in cemento pieni di erbacce, bottiglie e rifiuti di ogni genere».

«Lo stesso spettacolo - continua Benedetti - appare nella piazza del Concilio in via Fratelli Fontana, davanti alla chiesa di Cristo Re, dove sono collocate una quindicina di vasche in cemento nelle quali sono inspiegabilmente sopravvissute solo alcune piante striminzite, mentre nelle altre vasche si vedono solo erbacce rinsecchite. Gli spazi tra una vasca e l’altra sono pieni di sporcizie varie».

E l’elenco non è finito, perché anche davanti al ponte di S. Giorgio ci sono piante sfiorite e trascurate.

Francesco Benedetti è sicuro di interpretare il sentimento di molti residenti di Cristo Re, ma la sua denuncia non è fine a se stessa. L’appello che lancia è che se l’amministrazione non ha i mezzi e il personale per mantenere curato il verde pubblico, si mobiliti la popolazione, prendendosi a cuore aiuole e giardini, facendo sua la filosofia della cittadinanza attiva per prestare la propria opera e rendere più bello il quartiere che, afferma Benedetti, è una delle porte della città.













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