il fenomeno

Boom di zanzare tigre a Trento. Le disinfestazioni? Serve l'ok dell'Azienda sanitaria

Il sindaco Ianeselli: «Segnalazioni quotidiane. Quello che si può fare è diffondere i trattamenti larvicidi sui terreni privati» 



TRENTO. Il sindaco di Trento Franco Ianeselli ammette di ricevere “segnalazioni quasi quotidiane di cittadini che raccontano di parchi pubblici e giardini privati diventati invivibili per la presenza delle zanzare”. Segnalazioni che sono arrivate anche al Trentino, l’ultima pochi giorni fa

I cittadini chiedono disinfestazioni, come avviene in molte località di mare da decenni. 

Ma pare che a Trento non si possa fare. 

«Ad oggi nelle aree pubbliche - nelle caditoie, nei tombini, nei parchi – si cerca di fare prevenzione con il trattamento larvicida», spiega il sindaco. «Che è però insufficiente se non accompagnato da un analogo intervento nei terreni privati. Questo dunque è il primo tema: lavorare perché i trattamenti larvicidi siano generalizzati e sollecitare maggiore collaborazione da parte dei privati».

Per quanto  riguarda invece l’eliminazione degli esemplari adulti, il piano provinciale per la lotta alla zanzara tigre prevede che gli interventi siano possibili solo in caso di rischio sanitario confermato dall’Azienda sanitaria (è il caso dei due casi di Dengue in agosto a Cognola). “Gli esperti dicono infatti che procedere a disinfestazioni periodiche per eliminare le zanzare adulte, come richiedono molti cittadini, significherebbe mettere in pericolo anche gli insetti impollinatori, che già non se la passano bene a causa dei pesticidi”, spiega Ianeselli. La scommessa è allora quella di conciliare il rispetto della biodiversità e della salute (gli insetticidi bene non fanno) con la qualità della vita dei cittadini».

«La lotta alla zanzara tigre è di sicuro un tema su cui continuare a lavorare insieme alla Provincia, al Muse, alla fondazione Mach e a chi si occupa di ricerca. Urge trovare al più presto soluzioni efficaci», conclude il sindaco.













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