Arco, ai giardini baccano fino a notte fonda

I residenti di via Garberie non sopportano più i buontemponi che si attardano sulle panchine nei pressi dell’ex tennis



ARCO. Fosse inverno nessuno avrebbe di che lamentarsi perché le finestre rimarrebbero ben chiuse e di rumori, provenienti da fuori, non se ne udirebbe manco un filo tra le mura domestiche. Invece è estate ed ogni notte le imposte e le tapparelle vengono spalancate alla ricerca di quel poco di frescura sufficiente a conciliare il sonno. Anche il minimo fruscio si trasforma, così, in un fracasso assordante che di fatto impedisce agli abitanti di godersi il meritato riposo. Chi ha la fortuna di vivere in campagna non ha certo di questi problemi: il rumore più fastidioso che si è costretti a sopportare, standosene in periferia, è il canto dei grilli o di qualche altro piccolo animale.

In città, invece, è tutt'altra musica. Soprattutto in centro, dove si concentra la vita sociale della comunità con tutto quello che ne consegue in termini di affollamento e naturalmente di baccano. Accade anche ad Arco, nonostante i ritmi non assomiglino a quelli di una metropolitana.

Vi è una via arcense dove i residenti protestano in modo particolare per i continui rumori notturni che sono costretti a subire. E' via Garberie, la strada che taglia il centro di Arco per poi confluire nella nevralgica via Marconi. Chi abita nei dintorni degli ex campi da tennis - oggi sede dell'Agio e del mercato contadino - ha molti motivi per cui lamentarsi. Colpa degli assembramenti notturni nei giardinetti che circondano gli ex campi dove ogni sera si danno appuntamento, sulle panchine, gruppi di giovani e meno giovani per chiacchierare ma anche per ascoltare musica e divertirsi. Veri e propri capannelli che vanno avanti fino a notte fonda.

La settimana scorsa, raccontano i residenti ormai stremati, i disturbatori hanno raggiunto il culmine, intrattenendosi fino alle 4 del mattino, incuranti dei rumori provocati dal continuo vociare e dai loro movimenti. Nelle case del circondario – è il tono della protesta – dormono persone che si devono alzare al mattino presto per andare al lavoro e anche molti bambini ed anziani che abbisognano di ore di sereno riposo. A nulla sono valse, fin qui, le chiamate alle forze dell'ordine, visto che il problema si protrae da almeno un paio di estati a questa parte. Inevitabile, a questo punto, l’appello lanciato dalle pagine del quotidiano.

Ma in questa zona di Arco il disturbo della quiete pubblica è un male atavico così come i vandalismi. Infatti, oltre al recente furto dell'ochetta (con conseguente danneggiamento dell'omonima fontana sita ai giardini centrali, di cui parliamo sopra) si sono registrati, lo scorso inverno, molteplici danni causati al Casinò e ai viali circostanti. (gl.m.)













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