Appalti pubblici, decidono i giudici 

Aumentano i ricorsi. La presidente del Tar: «Aziende in competizione. In tribunale per non perdere gli introiti delle gare»



TRENTO. Nel Tar più veloce d’Italia, quello di Trento, aumentano i ricorsi in materia di appalti pubblici, visti come una sorta di prosecuzione dell’iter di gara. Diminuiscono invece in generale i contenziosi, a causa della crescita dei costi. Le liti relative ai contratti pubblici, nel 2015 rappresentavano il 5,1% del totale, nel 2016 l’ 11,5% e nel 2017 hanno raggiunto il 14, 6%. Il contenzioso si è ridotto del 27% rispetto ai ricorsi depositati nel 2016 e del 50 % rispetto ai ricorsi depositati nel 2015. Rapida la risposta giudiziale. I tempi medi per la definizione dei ricorsi sono di 176 giorni per quelli ordinari e di 89 giorni per quelli relativi agli appalti.

Ieri, nella sede di via Calepina a Trento, la relazione sull’attività del Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa nel 2017 e l’apertura dell’anno giudiziario 2018.

La presidente Roberta Vigotti, nella sua relazione, ha spiegato che il contenzioso sugli appalti è sempre stato notevole, in Trentino, ma la percentuale si è alzata molto rispetto al 2015. «Le ragioni sono tante, perché questa è una amministrazione pubblica che funziona, che fa molti contratti, tutti di una certa rilevanza. C’è una competitività tra le aziende che va dalla gara al contenzioso. Il contenzioso è visto come una prosecuzione del rapporto, per avere un introito notevole che corrisponde agli introiti dei contratti messi a gara».

Dei 36 ricorsi depositati in materia di appalti, nel 2017, 24 sono stati definiti nello stesso anno dal Tar; dei 9 appellati davanti al Consiglio di Stato, tre si riferiscono a ricorsi depositati nel 2017; nel primo il ricorrente ha rinunciato all’istanza cautelare, nel secondo l’istanza cautelare è stata respinta, per l’ultimo non è stata ancora fissata l’udienza. Le conferme delle sentenze del Tar sono più numerose delle riforme. C’è, infatti, una buona percentuale di sentenze confermate in appello.

«Siamo ai vertici come rapidità di risposta, azzerati gli arretrati - ha rimarcato Vigotti. Nel 2017 i ricorsi depositati sono stati 246, quelli definiti 325. Ai vertici, se non il migliore d’ Italia - ha aggiunto- Siamo forse l’unico Tar a non avere arretrati, per questo non abbiamo aderito al programma di smaltimento dell’arretrato che è stato proposto in sede centrale; noi non abbiamo neanche un ricorso in arretrato».

Sul fronte del personale il Tar di Trento non registra difficoltà e non si lamenta. Certo, il Tar è sottodimensionato, in quanto a numero di magistrati. A Trento, infatti, ci sono due magistrati in meno dell’organico previsto per legge. Il personale amministrativo è composto da 8 persone, contando il segretario generale. Merito degli uomini ma anche della tecnologia.

Ad un anno dall’introduzione del processo telematico, il Tar di Trento è in grado di far fronte a tutte le esigenze. «Ci siamo adeguati rapidamente e bene – dice con orgoglio Vigotti accompagnando la riflessione con una aperta lode al personale – Gli avvocati sono molto collaborativi, c’è collaborazione tra segreteria, uffici e il Foro». Dunque, chiuso un anno con le vecchie regole ed aperto il 2018 con le nuove norme, tutto funziona, secondo i vertici del Tribunale. La giustizia amministrativa è stata premiata anche dal Politecnico di Milano per questa innovazione che è entrata rapidamente a regime. (f.q.)













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