SOPRAMONTE

Anziana stroncata da un malore davanti alla tomba del marito

Nulla da fare per Carla Peterlana, vedova da quattro mesi Il dramma è avvenuto ieri nel cimitero della frazione



TRENTO. Una vita insieme. Un amore lungo più di 50 anni. Poi arriva la malattia e quel legame fortissimo si spezza. O almeno così potrebbe sembrare. Invece, la storia di Giuseppe Alfredo Mello e Carla Peterlana dimostra che certi amori non finiscono quando uno dei due innamorati lascia questa terra. Si tratta di quegli amori in cui anche la morte, che di solito mette fine a tutto, sembra riunire due anime affinchè possano proseguire il loro cammino insieme, oltre ai dolori e alle miserie del corpo. Il cammino di Giuseppe e Carla parte all’inizio degli anni’60: lui autista di quell’Atesina che sarebbe poi diventata Trentino Trasporti, lei casalinga. Vivono felici insieme a Sopramonte e dal loro amore nascono due figlie, Fabiana e Maria. La loro vita scorre tranquilla fino a quando la malattia prende di mira Giuseppe e lo strappa ai suoi affetti. È il 27 dicembre del 2014 ed è facile immaginare quanto grande possa essere il dolore per le tre donne. Carla, in particolare, è chiamata a iniziare una nuova, difficile vita: nuove abitudini, nuovi orari a scandire le giornate nella loro casa di via alla Dossa. E tutto senza la presenza di Giuseppe. Le figlie le sono sempre vicine, la sostengono e l’aiutano. Carla si reca tutti i giorni sul cimitero, a trovare il suo Giuseppe, gli porta i fiori, sistema la tomba con estrema cura. Si ferma a lungo e ogni volta il dolore si fa più acuto, ogni volta quel vuoto sembra sempre più incolmabile, ogni volta si rende conto che nemmeno il tempo riuscirà mai a chiudere la ferita aperta nel suo cuore.

Ieri l’ultima visita. Carla si alza di buon’ora e insieme alla figlia Fabiana scende a Trento, che come ogni giovedì ospita il mercato settimanale. Compie un giro veloce tra le bancarelle, ma non è certo scesa in città per fare compere. No, Carla vuole acquistare i fiori da portare sulla tomba di Giuseppe e, attorno alle 9 di ieri mattina, è già al camposanto di Sopramonte. Anche ieri cambia i fiori e sistema il tumolo: ogni mossa è identica a quelle compiute negli ultimi quattro mesi.

Ma qualcosa di diverso c’è. È il peso accumulato in quattro mesi di dolore che, improvvisamente. schiaccia il petto di Carla. La donna fa appena in tempo a dire «mi sento male”, ad appoggiarsi al braccio della figlia e poi s’accascia a terra. L’allarme è immediato e, in pochi minuti, tra le tombe del cimitero di Sopramonte, arrivano i sanitari del 118, sia quelli con l’ambulanza partita dal Santa Chiara che quelli con l’elicottero di Trentino Emergenza, decollato dall’aeroporto di Mattarello. A lungo, medico rianimatore e infermiere hanno cercato di strappare Carla alla morte, con un lungo e disperato massaggio cardiaco durato quasi un’ora. Tutto inutile. Per la settantatreenne non c’è stato nulla da fare e, dopo il nulla osta del magistrato alla rimozione del corpo, la sua salma è stata trasportata alla camera mortuaria del Santa Chiara. La notizia ha subito fatto il giro del paese, la cui tranquillità era già stata spezzata dal rumore delle sirene e del rotore dell’elicottero, e la piccola comunità si è stretta subito attorno a Fabiana, a Maria e alle loro famiglie, chiamate dopo solo quattro mesi a sopportare un altro straziante dolore. Solo una certezza rende più sopportabile il nuovo lutto: da ieri Giuseppe e Carla sono di nuovo insieme. E nulla potrà più dividerli.













Scuola & Ricerca

In primo piano