Tettoia marcita: la pagano sindaco e segretario

Folgaria. È stata una delle denunce presentate dai 5 Stelle sull’operato dell’amministrazione folgaretana. E in questo caso la Corte dei Conti conclude dando pienamente ragione alle osservazioni...



Folgaria. È stata una delle denunce presentate dai 5 Stelle sull’operato dell’amministrazione folgaretana. E in questo caso la Corte dei Conti conclude dando pienamente ragione alle osservazioni scandalizzate degli attivisti: acquistare il materiale per realizzare una tettoia e poi lasciarlo sotto il solo e la neve, senza realizzare la tettoia stessa ma anche senza curarsi di ripararlo in qualche modo dalle intemperie, è un comportamento inaccettabuile da parte di un pubblico amministratore. Tanto che una volta chiarito, dalla istruttoria compiuta nel corso del processo, chi si potesse ritenere responsabile - sindaco e segretario comunale per il periodo che va dall’acquisto del legnane alla constatata degradazione dello stesso a un cumulo di marciume inservibile - la conclusione logica e che i due, al secolo l’ex sindaco di Folgaria Maurizio Toller ed il segretario comunale dello stesso paese Emanuela Defrancesco, debbano rifondere del danno il comune stesso. La misura quantificata dai giudici tiene conto dei diversi livelli di responsabilità ascrivibili ai due condannati, e quindi Maurizio Toller pagherà a Folgaria 7.920 euro, Emanuela Defrancesco 3.960. È stata invece assolta la dirigente dell’ufficio tecnico Paola Miorandi: secondo il procuratore generale, sarebbe stata responsabile quanto gli altri due, ma la Corte non è arrivata alla stessa conclusione. Perché il suo ufficio non aveva direttamente in custodia la tettoia e perché non competono all’ufficio tecnico iniziative autonome. Inoltre per la costruzione materiale della tettoia l’amministrazione aveva pensato ad una ditta esterna, quindi l’ufficio tecnico non era stato coinvolto direttamente in nessuna misura. Da qui l’assoluzione: poteva non sapere che 22 mila euro di materiali stavano marcendo alla neve e al sole, anche perché erano stati acquistati quando lei non era in forza all’ufficio. E sono sempre rimasti a Carpeneda, in spazi che dipendono direttamente dall’assessorato all’ambiente.

La tettoia era stata acquistata nell’aprile 2009 per dare copertura a rifiuti del centro raccolta materiali di Carpeneda. Ma è mai stata montata. Nel 2015 è stata accertata l’assoluta inutilizzabilità del legname, che esposto per 6 anni alle intemperie senza nessuna protezione, ovviamente è marcito in modo irrimediabile. L.M













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