Ma per ora i ciclisti hanno scelto l’anarchia 

Il divieto di passare in bici sul marciapiede è ignorato dalla stragrande maggioranza dei frequentatori



ROVERETO. Il progetto è di procedere quanto prima con un arredo urbano che renda tutto di più semplice lettura. E magari il sottopensiero è anche che una volta che la città si sarà abituata all’idea (e si sta abituando: il traffico di auto in via Fontana e via Dante oggi può essere un terzo di quello che era prima della riqualificazione) si potrà pensare ad una pedonalizzazione che renderà tutto molto più semplice. Ma ad oggi non si può non notare che almeno su via Fontana vige l’anarchia più assoluta. E chi rispetta le regole, tra i ciclisti, è assolutamente una mosca bianca: forse uno su 100.

Stando alla impostazione attuale, la parte delimitata dalle fioriere in via Fontana è semplicemente un marciapiede. Era molto più facile intuirlo appena posate le panchine, che non a caso erano state messe di traverso, a tagliare anche visivamente la “corsia”. Le biciclette possono procedere sulla carreggiata riservata al traffico in entrambe le direzioni. Quindi anche contromano, verso corso Rosmini. In realtà sono rarissimi i ciclisti che scendono in contromano. Qualcuno si vede, ma quasi esclusivamente quando sciamano in gruppetti di 5 o 6 e quindi trovando il marciapiede occupato dai colleghi, qualcuno va sulla strada. Ma sono mosche bianche, appunto. Per la regola, se proprio si vuole scendere per il marciapiede si dovrebbe scendere e spingere la bici a mano. Ma in questi mesi mai è capitato di vedere qualcuno che lo fa. Tra l’altro quasi tutti si comportano con assoluta naturalezza, dando la chiarissima impressione di pensare di essere nel giusto. Anche quando schivano per un pelo chi esce da uno dei negozi. Non c’è alcuna chiarezza su come sia necessario comportarsi, e quindi fanno quello che sembra loro più ragionevole. Non risulta che nessuno sia mai stato multato nè richiamato.













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