Martedì prima assemblea sul futuro del castello 

Gestione di ristorante e albergo, progetto culturale, sottoscrizioni ancora aperte Anderle (Fondazione): vorremmo coinvolgere gli artigiani locali nei restauri


di Roberto Gerola


PERGINE. Primo atto dopodomani, martedì 18 dicembre, dopo il “rogito” per la compravendita del castello di Pergine. Si tratta di un’assemblea generale aperta a tutti fissata alle 20.30 in teatro. Soci, sottoscrittori, appassionati del castello, artigiani, commercianti, cittadini, autorità, amministratori, rappresentanti di associazioni, tutti sono invitati a partecipare all’evento per conoscere le intenzioni e soprattutto come si scriveranno le prossime pagine di storia del castello di Pergine. Finora si conoscono quasi tutte, per altre sono in corso ricerche. Ora si conoscono anche gli autori delle prossime vicende. Sarà principalmente Carmelo Anderle, presidente della Fondazione Castel Pergine che ha acquisito l’antico maniero dalla Famiglia Oss (ne era proprietaria da 62 anni, da quando cioè l’aveva acquistato, nel 1956, dal Comune di Pergine), ad annunciare insieme al suo staff cosa si farà e come. In questi mesi si è parlato molto del futuro, in vista proprio dell’acquisizione. Ora la compravendita è avvenuta grazie a una serie di elementi che rappresentano una novità assoluta almeno sul territorio italiano: una comunità, su iniziativa di un comitato promotore, si è mossa condividendo una sottoscrizione insieme a Comune, Cassa Rurale di Pergine e altri enti, insieme a semplici cittadini o associazioni per far sì che una Fondazione onlus potesse diventarne proprietaria a nome appunto dei soci sottoscrittori.

La lunga (non poi tanto) e per certi aspetti tormentata vicenda sarà uno degli argomenti che saranno trattati proprio per informare tutti su come sono andate le azioni del comitato prima e della Fondazione poi. Si parlerà anche della futura gestione relativamente a bar, ristorante e albergo, dei paletti che la Provincia ha posto in quando ente onlus e quindi senza scopo di lucro, dei programmi per il 2019 con l’apertura ufficiale del 13 aprile prossime, delle prossime tappe burocratiche in ottemperanza ai dispositivi di legge, del progetto culturale, delle sottoscrizioni ancora (e sempre) aperte. Ma soprattutto Anderle & C. parleranno di collaborazione, di presenza operativa da parte di privati e associazioni, di aziende e imprese ed enti. «Il castello - dice Carmelo Anderle a questo proposito - si vorrebbe diventasse una sorta di vetrina specialmente dei perginesi. In pratica “il sogno” sarebbe il coinvolgimento di tutte le realtà imprenditoriali o meno nel contribuire a migliorare l’ambiente del castello, con il proprio lavoro. Che il castello abbia necessità di piccoli e grandi restauri è evidente, e potrebbero appunto intervenire le aziende artigiane o meno e per quanto è possibile incaricandosi si eseguire determinati lavori (seguendo naturalmente precise indicazioni, vista la tutela del maniero) e poi potersene in qualche modo fregiare».

Il discorso è piuttosto articolato, ma il cda è aperto a discuterne e trovare un accordo. «Anche perché - aggiunge - il castello non è limitato alle sale solitamente aperte. Anche nei piani alti, ci sono mezzanini, sale e salette molto interessanti da ripulire, restaurare, aggiustare dove è necessario, da rendere abitabili per aumentarne l’utilizzo e possibilmente aprirle anche alle visite». Il tema evidentemente è molto ampio e va approfondito. Per questo, ecco martedì un primo incontro che potrebbe anche essere propedeutico a incontri con singoli collaboratori per trovare un percorso operativo. Naturalmente, sempre con il “paletto” delle condizioni dettate dalla Provincia e quindi a favore della collettività.

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