la diatriba lunga 12 anni tra frazione tret e le stalle di san felice 

Scoppia la pace con gli allevatori 

Trovata una sorgente che scongiura inquinamenti dell’acquedotto



TRET. Dopo dodici anni di querelle e diffide torna la pace tra Tret e gli allevatori di San Felice accusati di inquinare, con lo stallatico sparso sui pascoli, la sorgente che alimenta l’acquedotto potabile del paese. La soluzione è arrivata da una sorgente alternativa scoperta in territorio trentino, ma comunque a ridosso del confine con la Provincia di Bolzano che si è impegnata formalmente a garantire a monte una adeguata fascia di rispetto e di tutela. Dell’accordo, che coinvolge i Comuni di Fondo (di cui Tret è frazione) e Senale San Felice ma anche le Provincia di Bolzano e Trento si è parlato l’altra sera in un’affollata assemblea pubblica a Tret convocata dal sindaco di Fondo, Daniele Graziedei con la presenza dei tecnici ingegner Mario Larcher (progettista dell’acquedotto) e del geologo Armando Chini, scopritore della fonte alternativa.

La sorgente – ha spiegato il geologo – è stata trovata sul Dos della Selva a quota 1.575 m in territorio del Comune di Fondo poco a valle del Lago di Tret, in sponda sinistra del Rio Veier. Temperatura costante tutto l'anno intorno ai 5°C, ottime caratteristiche di potabilità e con portata costante compresa tra 1.0 e 3.5 l/s. «Tecnicamente è una risorgiva in quanto non scaturisce a gravità ma ha alimentazione verticale dal basso per la presenza di un vasto pacco di torba che ostacola l'emergenza, favorendo in questo modo la presenza di un ampio pianoro paludoso molto caratteristico visibile prima delle opere di captazione»,- ha detto Chini che la sorgente la tiene d’occhio da otto anni. La captazione avviene con un canale che drena tutta l'area paludosa in modo da bonificare il sito favorendo la concentrazione del punto di raccolta delle acque sfruttate per l’acquedotto a servizio dell'abitato di Tret. Con una garanzia in più perché – come ha spiegato il geologo - tutte le aree di salvaguardia della risorsa idrica (area di tutela, area di rispetto, area di protezione) sono state individuate nel territorio della provincia di Trento.

Ecco questo era appunto il punto che aveva messo a rischio la potabilità della vecchia presa di Tret in parte assicurata da un pozzo di soccorso che in periodi di magra doveva integrare le portate assicurate da quattro piccole sorgenti numerate Orna. Il pozzo è a valle di pascoli su cui gli allevatori di san Felice, pur con varie diffide, hanno continuato a spargere fertilizzante. A dare la svolta finale alla querelle è stato il sopralluogo a Tret lo scorso mese di marzo dei governatori di Trentino e Alto Adige, Rossi e Kompatcher, con l’impegno delle due Province di trovare una soluzione duratura e con garanzie di potabilità. “La nuova fonte ci da garanzie di potabilità ed oltre all’area di vincolo che metteremo noi per ciò che riguarda il territorio di nostra competenza verrà protetta anche sul crinale altoatesino sui cui si è formalmente impegnato il presidente Kompatscer, quindi possiamo dirci soddisfatti” - ha spiegato il sindaco Graziadei agli intervenuti all’assemblea di Tret, tra cui anche alcuni cittadini di San Felice. L’intervento per captazione, adduttore e messa in rete nel nuovo serbatoio che il Comune di Fondo ha recentemente realizzato alle Plazze di Tret ha un costo di 650.000 euro, e il finanziamento compete alla Provincia di Trento. «E’ una parte dell’accordo, contiamo di ottenere a breve i fondi per dare prossimamente il via ai lavori», ha concluso il sindaco Graziadei. (g.e.)













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