Lavis - Servizi funebri 

In casi estremi salme in campo comune 

Lavis. Nei giorni scorsi, anche il Comune di Lavis ha dovuto mettere nero su bianco le novità che riguardano i servizi funebri, in questa particolare situazione di emergenza sanitaria. Così il...



Lavis. Nei giorni scorsi, anche il Comune di Lavis ha dovuto mettere nero su bianco le novità che riguardano i servizi funebri, in questa particolare situazione di emergenza sanitaria. Così il sindaco ha approvato una serie di indicazioni. Anche se erano ovviamente inevitabili, contribuiscono a descrivere la drammaticità di quanto sta accadendo durante la pandemia.

Innanzitutto, si legge nel provvedimento firmato da Andrea Brugnara, «sono sospese tutte le celebrazioni civili e religiose, comprese quelle funebri. La presenza di persone al momento della sepoltura è limitata ai parenti più stretti che dovranno osservare la distanza tra loro di almeno un metro. I familiari dei defunti devono provvedere entro 48 ore dalla data di morte a manifestare la volontà sulla pratica funebre prescelta (inumazione, tumulazione e cremazione)».

Ma sulla cremazione c’è un’altra postilla, inquietante. «Nel caso di impossibilità ad eseguire la volontà in merito alla cremazione della salma per saturazione dei crematori limitrofi alla Provincia di Trento (Bolzano, Verona, Mantova, Reggio Emilia, Padova, Vicenza, Treviso, Venezia), entro tre giorni dal decesso, si procederà con l’inumazione (sepoltura) in campo comune o tumulazione (collocamento nei loculi)».

Per scongiurare questa possibilità, nei giorni scorsi la Provincia ha per altro stretto un accordo con il Friuli Venezia Giulia, per garantire un’ulteriore possibile destinazione per la cremazione. D.E.

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