Polemiche elettorali per il depotenziamento dei servizi sanitari 

Tione, l’ex assessore Andreolli denuncia le difficoltà e propone di rimodulare i ticket in base alla distanza  


di Stefano Marini


GIUDICARIE. Ieri pomeriggio a Pieve di Bono l'ex assessore provinciale Remo Andreolli, candidato alle prossime elezioni con "Futura 2018", ha convocato una conferenza stampa sul tema della sanità, denunciando la situazione di difficoltà vissuta dai giudicariesi e non solo rispetto a servizi che vengono tagliati o che non sono previsti. Per ovviare almeno in parte al disagio vissuto da queste persone Andreolli propone di rimodulare i ticket riducendone il costo in base alla distanza della residenza rispetto al luogo dove il servizio viene erogato.

«Nel corso degli anni - ha esordito l'ex assessore - in Giudicarie i servizi sanitari sono stati depotenziati in virtù di una politica di contenimento della spesa e non si sono offerte risposte ai nuovi bisogni dei cittadini. Se parliamo del punto nascita, i numeri sono stati fatti calare volutamente per giustificarne lo smantellamento, prova ne sia il fatto che nel 2008 si verificavano oltre 300 parti, calati a circa 100 nell'anno in cui s'è decisa la chiusura. Decisione politica presa facendo scivolare le cose senza nemmeno coinvolgere la popolazione. Ormai tornare indietro non si può più perché vanno garantiti requisiti minimi di sicurezza. Esiste un percorso nascita che funziona grazie ad ottimi professionisti, ma va potenziato stabilizzando i "gettonisti", serve infatti una equipe integrata stabile nel tempo».

Per Andreolli ci sono anche altri esempi di accentramento non giustificato: «Non si può accettare che l'attività di prevenzione venga concentrata nelle realtà urbane, perché la prevenzione funziona solo se diffusa e capillare. Un esempio è lo screening mammografico che fino all'inizio di questa consiliatura veniva svolto a Tione e spostato su Trento solo per le situazioni più complesse e che va reintrodotto».

Quanto è stato tolto ma anche ciò che non è stato fatto: «Ci sono esigenze che vengono avanti in maniera prepotente e restano disattese. Parliamo delle cure palliative, una rete che funziona a un buon livello ma a cui manca la parte finale, cioè la gestione delle ultime fasi della vita tramite "hospice". Nonostante sfiorino i 40 mila abitanti, le Giudicarie fanno perno sull'hospice di Mori. Poi ci sono gli anziani non del tutto autosufficienti. Per loro servono luoghi diversi dalle case di riposo, comunità dove possano vivere aiutandosi a vicenda e nel contempo venire monitorati».

Dopo la critica Andreolli propone una soluzione per venire incontro al disagio di chi vive in periferia: «Non è pensabile che persone che vivono in zone distanti da dove vengono erogati i servizi debbano compartecipare alla spesa sanitaria nella stessa misura di chi li ha sotto casa. La soluzione da sviluppare è dunque far pagar meno i ticket in base alla distanza dal luogo dove il servizio vien erogato, fermo restando che la prevenzione non può e non deve essere monetizzata ma va potenziata».













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