Il frate francescano diviso  tra cultura e servizio 

L’anniversario. Un secolo fa nasceva a Tamion padre Frumenzio Ghetta, saggista, poeta della ladinità, storico. Martedì l’Istitut Cultural Ladin ne ricorderà la figura intellettuale e le opere


Gilberto Bonani


Sen jan – san giovanni. l’Istitut Cultural Ladin “majon di fascegn” si appresta a commemorare i cento anni dalla nascita di Alberto Antonio Ghetta (de Martìn), meglio noto come padre Frumenzio Ghetta. Francescano, saggista, poeta della ladinità ma sopratutto storico dal fiuto istintivo e dalla memoria infallibile. Era nato l’11 febbraio 1920 a Tamion, piccola frazione dell'attuale comune di Sèn Jan. Maggiore di dieci fratelli, all'età di 11 anni lasciò la Val di Fassa per studiare a Villazzano, Campo Lomaso e a Rovereto. A 18 anni indossò il saio dell’Ordine dei frati minori che portò fino alla morte avvenuta il 22 aprile 2014.

Vocazione particolare quella del giovane Alberto Antonio Ghetta, divisa equamente tra l’amore per la cultura e il servizio verso carcerati, malati e soprattutto anziani. «Ogni vocazione è misteriosa» – diceva. «Già da piccolo ero abituato a stare con gli anziani, decisivo poi l’esempio della nonna che attendeva ogni sera i due figli caduti in guerra». Grande è stato il contributo alle conoscenze storiche del Trentino e delle valli. Non era un uomo di accademia, ma un formidabile decifratore di pergamene e antichi manoscritti. «Ci vuole un’esperienza feroce» diceva fulminando gli ascoltatori con le sue battute piene di brio. Non ha scritto un’opera sistematica ma ha saputo orientare le sue ricerche dalle vicende dei principi vescovi alla vita semplice e nascosta della gente delle valli. Tra i suoi contributi maggiori la ricerca sull’Aquila di San Venceslao, trovata tra i carteggi delle suore clarisse di Trento, e la scoperta dell’insediamento del Doss dei Pigui a Mazzin che ha fornito, per la prima volta, una inconfutabile prova sul popolamento della valle in epoca remota.

Nel 1975 partecipa alla fondazione dell'Istitut Cultural Ladin, del quale fu segretario pro tempore, consulente e membro attivo. In occasione del centenario della nascita, l’Istitut Cultural Ladin “majon di fascegn” intende ricordare la figura di padre Frumenzio Ghetta in un incontro fissato l’11 febbraio alle 17 nella Biblioteca dell’istituto a lui dedicata nel quale sarà messa in luce la sua instancabile opera di storico, archivista e poeta, compendiata in un corposo lascito di documenti da lui raccolti e consegnati all'Istituto. Il programma, introdotto dallo storico Cesare Bernard e dal direttore dell’Istituto Culturale ladino Fabio Chiocchetti, prevede gli interventi di: Daniele Verra curatore del fondo documentale, Stefano Riz, insegnante di lettere presso la Scuola Ladina di Fassa, Marcello Bonazza presidente della Società Studi Trentini di Scienze Storiche, Italo Franceschini, direttore della Fondazione Biblioteca San Bernardino di Trento e Luciana Chini restauratrice presso l’Archivio di Stato di Trento.















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