L’appello

Dall’Ikea alla Coca Cola, da Sky a Volvo: «Stop a diesel e benzina dal 2035»

La proposta è stata sottoscritta da 27 grandi aziende mondiali per “fissare un obiettivo di CO2 per i costruttori di veicoli a zero grammi per chilometro”


Tommaso Tetro


Niente più auto a diesel e benzina. Stesso discorso per le ibride. Un appello che ha il sapore della svolta ecologica quello portato avanti da 27 grandi aziende in favore dell'elettrico, l'unica possibilità di “trazione” consentita per i veicoli al 2035.

La proposta di Transport & environment - sottoscritta da 33 firmatari, 27 grandi aziende (tra cui Big come Ikea, Uber, Coca Cola, Sky, Enel X, Volvo, e Novamont) e 6 associazioni di automotive, energia, sanità, finanza - chiede di fissare "un obiettivo di CO2 per i costruttori di veicoli a zero grammi per chilometro", inaugurando così "una nuova era di mobilità a zero emissioni".

In sostanza, l'appello - aperto a nuove adesioni - rivolto alla commissione Europea, al Parlamento europeo e ai governi dei Paesi membri Ue, chiede di vietare la vendita di auto diesel, benzina, e anche ibride entro il 2035. Data in cui dovrà esserci spazio soltanto per i mezzi elettrici. Questo perché con "un obiettivo di CO2 per i costruttori di veicoli a 0 grammi per chilometro" si "sancirebbe l'eliminazione graduale delle auto a benzina e diesel (compresi gli ibridi)".

"L'elettrificazione di auto e furgoni è inevitabile per il clima, per i consumatori e per la strategia industriale europea - dice Veronica Aneris, direttrice per l'Italia della Federazione europea Transport & environment - le imprese ora vogliono chiarezza sulla velocità della transizione per pianificare e prepararsi"; cosa che possono ottenere solo una "data della fine delle vendite di auto e furgoni con motore a combustione interna".

I nuovi obiettivi che la commissione Ue proporrà a giugno (riduzione delle "emissioni complessive di almeno il 55% entro il 2030" e "'zero emissioni nette' entro il 2050") potrebbero mettere "in moto una trasformazione sistemica" rendendo "l'Ue leader globale in un settore chiave per un futuro a zero emissioni".

I 33 firmatari ricordano come "autovetture e veicoli commerciali leggeri siano responsabili non solo del 15% di tutte le emissioni di CO2 in Europa" ma anche della "maggiore fonte (26%) di emissioni tossiche di ossido di azoto, che provocano malattie croniche e la morte prematura di 54mila europei ogni anno", oltre alla spesa di 200 miliardi all'anno per importare petrolio.

Anche il mercato aiuta; la domanda dei veicoli elettrici "sta crescendo rapidamente nonostante la pandemia", tanto che rappresentano "oltre il 10% dei veicoli venduti in Europa nel 2020". Per questo uno stop "alla vendita degli altri tipi di auto" sarebbe "un chiaro segnale" per case automobilistiche, fornitori di infrastrutture di ricarica, settore energetico e istituzioni finanziarie in vista degli "investimenti necessari alla 'transizione'".

E' qualcosa in cui crede profondamente Volvo che pianifica di "diventare un'azienda di auto completamente elettriche entro il 2030", come racconta Anders Karrberg, responsabile della Sostenibilità globale di Volvo cars; che chiede di accelerare la transizione con "una chiara direzione e un sostegno da parte del governo", oltre a "misure per aumentare la domanda" dei "veicoli elettrificati" e lo "sviluppo di un'infrastruttura di ricarica".









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