ITINERARI

Sant'Anna a Sopramonte: riscoprire la memoria dell’antico ospizio

A due passi da Trento il borgo montano custodisce uno degli storici conventi sorti in base al principio medievale dell’ospitalità: ogni 25-30 chilometri, la distanza percorribile a piedi in una giornata, sorgeva un luogo per accogliere i viandanti alla prese con spostamenti difficili e faticosi
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FIORENZO DEGASPERI


Il principio medievale dell’ospitalità rimase cardine dell’intero periodo della carità cristiana gratuita. In un periodo storico in cui intraprendere un viaggio, sia lungo che breve, non era impresa da poco e le condizioni delle strade non erano sempre al meglio, il sorgere di ospizi o comunque di luoghi atti ad accogliere i viandanti era un fatto di vitale importanza.

Anche la nostra regione fu così segnata da una serie di ospizi e di commende, costruiti sulle più importanti strade di comunicazione, che agevolavano i viaggi.

Edifici, solitamente annessi a chiese – la preghiera per il viandante era un obbligo morale così come l’affidare la propria anima alle mani di Dio e dei Santi protettori come San Cristoforo –, furono così costruiti calcolando la distanza di una giornata di cammino tra uno e l’altro (circa 25-30 chilometri).

E i monaci furono i primi ad aprire i monasteri ai bisognosi, tradizione questa incorporata nella regola benedettina.

Tra questi conventi-ospizi quello di Sant’Anna di Roncodonego ad Oveno (de uilla Oueni, anno 1338, riferito all’allevamento di ovini, ovis) – l’antico nome medievale di Sopramonte –, è quello che, insieme a San Floriano a Laghetti, maggiormente conserva la struttura antica, soprattutto oggi che è stato completamente restaurato.

Fu costruito sull’antica via che collegava Trento al basso Sarca, passando poi per il dosso di San Martino sopra Vezzano, Calavino, Cavedine, Castel Drena, Dro, Arco, tenendosi sempre a mezza costa sulle pendici del Monte Bondone.

Sant’Anna a Sopramonte, il convento e la chiesetta custodi della storia

Si intitola "Passeggiare, Trentino-Alto Adige. 35 semplici itinerari per grandi e piccoli" il secondo volume di Fiorenzo Degasperi edito da Curcu&Genovese dal quale stiamo proponendo una serie di proposte per esplorare il territorio e la storia. In questa puntata ci porta al borgo montano di Sopramonte, per un'escursione che ruota attorno all’antico ospizio-romitorio di Sant'Anna - QUI L'ARTICOLO

In passato Sant’Anna svolse un ruolo così importante nell’attendere alla salute dell’anima e alla cura dei viandanti, in luoghi allora considerati “selvaggi”, che fu concessa da parte della Chiesa di Trento una particolare regola monastica che permetteva agli Agostiniani presenti, gli stessi del convento di San Michele all’Adige, di convivere con monache, affinché il servizio fosse ottimale. Tale eccezione accomuna questo convento “montano” ai monasteri orientali dove la convivenza dei diversi sessi resistette nel tempo, mentre in Occidente furono proibiti da Giustiniano negli anni 529 e 546 d.C.

Il nostro convento ospizio, nato inizialmente come eremo – e di questo ne testimonia la lontananza dalle vie di transito –, nel secolo XII cadde in miseria.

Nel 1234 sono menzionati tali Andrea e Belendis fratres de S. Annae, testimoni alla cessione del monastero benedettino di San Lorenzo ai Domenicani.

Nel 1450 fu incorporato all’Ordine dei Benedettini presenti nel monastero di San Lorenzo a Trento. Il monastero aveva numerosi possedimenti in val di Non, a Meano e a Pinè. In seguito il luogo divenne un importante santuario, molto frequentato da pellegrini provenienti da molti paesi della valle dei Laghi e da Trento.

Oggi l’edificio è di proprietà dell’Amministrazione separata Usi Civici di Sopramonte. Il 26 giugno vi si celebra la sagra di Sant’Anna.

La sua struttura massiccia si lascia ancora leggere nei suoi aspetti funzionali e simbolici, con le piccole stanze, le tracce di merlatura, l’orientamento est-ovest, la bella facciata sud impreziosita con delle bifore.

Adiacente troviamo la chiesetta di Sant’Anna, già ricordata nel 1202, che presenta rimaneggiamenti notevoli in stile gotico e racchiude soltanto tracce di affreschi e un bello stemma sull’architrave della porta che ci ricorda il preposto Ulrico Kneusel (ultimo ventennio del XV secolo), il quale provvide al restauro completo della chiesa e al rimaneggiamento del caseggiato.

Su questo insediamento aleggia Sopramonte, l’antica Oveno, anche un’antica vicenda storica a metà strada tra leggenda e realtà. Ha a che fare con l’eretico novarese Fra’ Dolcino (1300) e la sua dottrina detta Apostolica, che voleva abolire la gerarchia ecclesiastica nei conventi, togliere ogni differenza tra preti e laici, permettere il matrimonio agli ecclesiastici, abolire la proprietà privata e permettere l’unione libera tra uomini e donne senza legami sacramentali.

Fra’ Dolcino conobbe la nobile e orfana trentina Margherita Frank e quando lei venne mandata al monastero di Sant’Anna per compiervi l’educazione, egli ingannò uomini e donne, di modo che per esser vicino a Margherita, vestì l’abito degli Umiliati e si fece a servire il monastero di S. Anna di Sopramonte.

Ivi avvinse a sé Margherita tanto passionalmente, che quando dovette fuggire, essa di soppiatto all’insaputa dei suoi lo seguì.

Dante, che transitò per Trento intorno al 1300, venuto a conoscenza di questo fatto, pensò bene di inserire l’intera vicenda nella sua Divina Commedia, collocando Fra’ Dolcino e Margherita, ovviamente, nell’Inferno, nella bolgia degli scismatici (XXVIII-55).

Per approfondire la storia del territorio si consiglia il testo di Giuseppe Gorfer, Passeggiata n. 17 Sopramonte-S. Anna Malga Brigolina, Edizioni Arca, Trento, 1990.

ITINERARIO

Accesso stradale

Da Trento ci si dirige verso Riva del Garda; una volta superate le gallerie del Bus de Vela, poco prima di Cadine, si seguono le indicazioni Sopramonte/Monte Bondone.

Punto di partenza/arrivo

Sopramonte (m 615). Diversi i parcheggi.

Percorso

Ci si dirige lungo la strada per il Monte Bondone fino alle ultime case. Sulla destra si diparte una stradina interpoderale (segnavia n. 621) che ci conduce fino a Sant’Anna (m 838), transitando per il maso Bernardi e il maso Ghezzi, rari esempi sopravvissuti del dissodamento medievale di questa parte del territorio. Molti altri masi, di proprietà signorili tenuti da coloni, sono stati inglobati dall’urbanizzazione del paese.

Rientro: dalla stessa.

Tempi

Andata e ritorno ore 1.30.

Dislivello

215 m circa.

[Questo testo è tratto dal secondo volume di Fiorenzo Degasperi "Passeggiare, Trentino-Alto Adige. 35 semplici itinerari per grandi e piccoli", edizioni Curcu&Genovese, 2016]













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