Ottima stagione per le susine La Trentina: 662 tonnellate conferite
I risultati della campagna 2026, terminata a inizio ottobre: la cooperativa ha riportato a Pietramurata la lavorazione di tutte le varietà, grazie a una calibratrice che ha permesso di selezionare i frutti per dimensione, difetti e grado di maturazione
Una raccolta dai numeri particolarmente positivi e il ritorno della lavorazione nel territorio d’origine. Si chiude così la stagione 2026 delle susine della cooperativa La Trentina. Il prodotto conferito ha raggiunto le 662 tonnellate, il quantitativo più alto finora registrato. Un risultato accompagnato da un'importante novità organizzativa nel sistema APOT: il ritorno a Pietramurata della lavorazione di tutte le varietà coltivate, comprese quelle che negli ultimi anni erano state temporaneamente affidate a strutture esterne.
La campagna commerciale, durata circa otto settimane, da metà agosto all’inizio di ottobre, ha interessato sia la Susina di Dro DOP, prodotto simbolo della frutticoltura locale, sia la Stanley e altre varietà minori. Il loro ritorno alla gestione diretta della cooperativa, dopo una temporanea esternalizzazione negli anni scorsi, rappresenta un passo importante per rafforzare il presidio della filiera produttiva e valorizzare le produzioni del territorio.
A rendere possibile la riorganizzazione è anche l’entrata in funzione di una nuova calibratrice nello stabilimento di Pietramurata. L’impianto permette di selezionare i frutti in base alle dimensioni, ai difetti e al grado di maturazione. In questo modo viene migliorata l’omogeneità delle forniture, consentendo di rispondere in modo più efficace alle diverse esigenze commerciali.
Il risultato produttivo stagionale comprende l’insieme delle varietà conferite. All’interno di questa offerta, tuttavia, un posto particolare spetta alla Susina di Dro DOP, autentica eccellenza della valle del Sarca. Conosciuta anche come prugna nera di Dro, è una cultivar autoctona dalla lunga tradizione: i riferimenti alla sua coltivazione risalgono al Duecento. La sua storia si intreccia con quella della cooperazione locale: nel 1911 la costituzione del Consorzio Cooperativo Lega dei Contadini del Bacino Arcense, che alla nascita contava 650 soci, segnò una tappa importante nello sviluppo delle moderne attività di frutticoltura.
Di forma ovale e leggermente allungata, la Susina di Dro DOP si riconosce per la buccia violacea tendente al blu scuro, ricoperta dalla pruina, il sottile velo biancastro naturale che protegge il frutto. La polpa è consistente, di colore giallo o giallo-verde, con un gusto dolce-acidulo e aromatico. Caratteristiche legate al territorio di produzione e al microclima della valle del Sarca, influenzato anche dall’Òra del Garda, il vento tipico che dal lago che si propaga con forza nelle vallate limitrofe.
La denominazione di origine protetta garantisce la tutela di questo patrimonio, attraverso precise regole di produzione e un rigoroso sistema di controlli e di tracciabilità che coinvolge i produttori, gli appezzamenti coltivati e i soggetti che curano il confezionamento. La raccolta avviene a mano, seguendo la maturazione nei diversi microclimi, con particolare attenzione a preservare l’integrità dei frutti e la pruina.
Il potenziamento delle strutture di selezione con il ritorno della lavorazione a Pietramurata, rinnova così il legame tra questa produzione e il suo territorio e rappresenta un segnale concreto della volontà della cooperativa La Trentina e del sistema APOT di mantenere sul territorio le attività della filiera, valorizzando il lavoro e la passione dei produttori, coniugando la tutela di una varietà storica con lo sviluppo commerciale delle altre produzioni. C.L.