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Grappa del Trentino Ig: un’annata qualitativamente molto buona.

Bucce integre e prime degustazioni positive, la distillazione diventa un’esperienza da vivere con il turismo nel settore. Aumenta il numero delle distillerie che aprono le porte nel momento più interessante dell’anno. Alessandro Marzadro, presidente dell'Istituto di tutela: «È il racconto del prodotto per il consumatore di domani»



Prosegue nel segno della qualità la nuova annata distillatoria della grappa del Trentino Ig. Da una prima stima realizzata dall’Istituto tutela grappa del Trentino sui propri associati, le bucce si presentano integre, con profumi ben definiti e un’acidità ottimale: una materia prima che pone le basi per un’annata qualitativamente molto buona.

Le prime degustazioni confermano le aspettative e sembrano ricalcare l’ottima annata osservata sull’uva, con grappe fresche, pulite e aromaticamente precise.

Sul fronte dei volumi, le quantità risultano leggermente inferiori rispetto alle annate più abbondanti, ma sono compensate da una materia prima di ottimo livello. Nelle grappe da vinacce bianche emergono soprattutto freschezza e finezza aromatica; in quelle da vinacce rosse spiccano struttura e intensità. Profili diversi che restituiscono le caratteristiche di questa nuova stagione.

«Le prime degustazioni - spiega Alessandro Marzadro, presidente dell’Istituto - ci restituiscono grappe fresche, pulite e dai profumi ben definiti, in linea con le aspettative di un’annata molto buona i volumi sono leggermente inferiori rispetto alle annate più abbondanti, ma la qualità delle vinacce è di ottimo livello ed è ora anche il momento ideale per aprire il racconto della grappa ai visitatori perchè in Trentino la distillazione è un rito, da scoprire mentre gli alambicchi sono in funzione e il lavoro delle distillerie prende vita».

La stagione distillatoria è infatti un momento speciale per il territorio: le distillerie si animano, si accendono gli alambicchi e i profumi della vinaccia diventano parte del paesaggio.

Il grappa turismo offre l’occasione per raccontare questo legame e far vivere al visitatore la distillazione nel momento in cui avviene realmente. Un’esperienza che porta al centro la materia prima, il lavoro e i profumi da cui nasce la Grappa del Trentino Ig.

Le distillerie trentine sono sempre più pronte a ricevere turisti: l’87% organizza visite guidate. L’accoglienza risulta quindi già presente nella maggior parte delle realtà coinvolte, confermando l’interesse del settore verso forme di turismo esperienziale legate alla cultura della distillazione.

Per questo circa il 70% delle distillerie trentine reputa inoltre il turismo come strategico per il settore: un valore che indica una percezione positiva, su cui ancora ci sono margini di miglioramento.

L’Istituto è stato fondato nel 1960 con l’obiettivo di tutelare e promuovere il prodotto. Oggi conta 24 soci che rappresentano la quasi totalità della produzione trentina ed ha il compito di valorizzare la produzione tipica della Grappa ottenuta esclusivamente da vinacce prodotte in Trentino e di qualificarla con un apposito marchio d’origine: il tridente con la scritta Trentino Grappa.

Quello della grappa in Trentino è un settore di non piccolo conto, soprattutto se calato nell’economia locale. Ogni anno vengono prodotti in Trentino circa 7.500 ettanidri di grappa (il 10% del totale nazionale in bottiglie da 70 cl) vale a dire circa 2,5 milioni di bottiglie equivalenti, distillando 130 mila quintali di vinaccia. Tre le tipologie principali di grappa prodotta: quella da uve bianche e aromatiche (60% del totale) e il restante 40% uve a bacca rossa. C. L.













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