IL TEMA

Orzo, luppolo e lieviti locali, dalla ricerca nasce la birra tutta italiana

I risultati arrivano dal progetto triennale Lob.it, promosso dal Crea e finanziato dal Masaf per trasformare la biodiversità in ingredienti ad alto valore aggiunto: sviluppate, per la prima volta in modo coordinato, tutte le componenti fondamentali che portano dalla terra al bicchiere



Svolta tutta italiana per il mondo della birra: tra lieviti autoctoni, orzo resistente al clima e luppolo tricolore, la ricerca firma la ricetta per una filiera 100% Made in Italy.

I risultati arrivano dal progetto triennale Lob.it (Luppolo, Orzo, Birra: biodiversità ITaliana da valorizzare), promosso dal Crea e finanziato dal Masaf per trasformare la biodiversità in ingredienti ad alto valore aggiunto.

La vera innovazione sta nell'aver sviluppato, per la prima volta in modo coordinato, tutte le componenti fondamentali che portano dalla terra al bicchiere, a partire dal primo lievito tricolore e le birre low-alcohol.

È stato isolato e selezionato un lievito autoctono che ha già dato vita a una prima birra interamente italiana, realizzata in collaborazione con un birrificio artigianale del Lazio.

La ricerca apre la strada alla futura commercializzazione del primo lievito italiano certificato per uso brassicolo, oltre ad aver individuato ceppi capaci di produrre birre a basso tenore alcolico ma ricche di profili aromatici.

Sul fronte dei cereali debutta Lucrezia, prima varietà di orzo da malto nata da genetica interamente italiana, selezionata per rispondere al cambiamento climatico.

Lo studio ha valorizzato anche varietà di frumenti antichi e moderni per diversificare le ricette e rafforzare il legame con i singoli territori. Per la gestione del luppolo sono stati messi a punto strumenti capaci di indicare l'esatto momento di maturazione e raccolta, come anche impieghi alternativi per il recupero delle biomasse di scarto.

Accanto alle scoperte biologiche ed agronomiche, il progetto ha introdotto per la prima volta specifici strumenti di analisi economica e modelli organizzativi; software e linee guida che permettono agli agricoltori di calcolare con precisione la redditività delle colture brassicole, orientando gli investimenti e la diversificazione del reddito.

Come ha fatto sapere il presidente del Crea, Andrea Rocchi, "rafforzare la base agricola nazionale significa dare nuova competitività a imprese e territori, in una filiera che genera oltre 10 miliardi di euro di valore condiviso e 112mila posti di lavoro".   













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