Cai, grande crescita delle adesioni giovanili
Il Club alpino diffonde dati entusiasmanti, in quattro anni i gruppi juniores sono passati da 22 a 161: «Un interesse sempre più forte per la montagna, l’escursionismo e le esperienze condivise. Tra le prossime novità, un calendario nazionale unico per mettere in rete attività e territori»
Il Club alpino italiano è cresciuto da 22 a 161 gruppi juniores in quattro anni. Lo spiega un comunicato diffuso oggi dal Cai, che commenta con entusiasmo i dati sulle adesioni delle nuove generazioni al sodalizio: «Misura la crescita della presenza giovanile nel Club alpino italiano e racconta quanto la montagna continui ad attrarre nuove generazioni in cerca di esperienze, relazioni e attività da condividere.
I dati sono stati diffusi da Lo Scarpone, portale online del Club alpino italiano, che ha dedicato un approfondimento al rapporto tra giovani, montagna e vita associativa, raccogliendo le dichiarazioni di Dario Nisoli, presidente nazionale dei gruppi juniores e presidente della Sezione Cai di Bergamo, e Giacomo Carli, vicepresidente nazionale e socio della Sezione Cai di Rimini, in occasione della Settimana nazionale dell’escursionismo e cicloescursionismo di Sulmona».
Al centro di questa crescita c’è soprattutto il desiderio di vivere la montagna come esperienza condivisa.
I gruppi Juniores rispondono a questa esigenza, creando occasioni di aggregazione tra persone della stessa generazione.
«I giovani in montagna cercano socialità», spiegano Nisoli e Carli.
«Avere dei gruppi juniores permette, per esempio, a un ragazzo che si iscrive a una escursione di sapere che troverà un gruppo di persone con cui condividere la passione per la montagna e tanti altri interessi».
C’è poi una forte spinta alla scoperta. Tra le ragioni che portano i giovani ad avvicinarsi al Club alpino italiano ricorre il desiderio di conoscere luoghi nuovi e farlo in compagnia, con attenzione anche alla sicurezza.
A raccogliere il maggiore interesse all’interno dei gruppi juniores è soprattutto l’escursionismo. Trekking di più giorni, escursioni lunghe, itinerari a tappe e pernottamenti sono tra le esperienze più richieste. L’interesse delle nuove generazioni per la montagna si esprime anche attraverso altre attività.
L’alpinismo ha presa tra i giovani, che si rivolgono al Cai anche per ricevere aiuto, indicazioni e opportunità formative, pur trattandosi di una disciplina che coinvolge soci di tutte le età e non è direttamente legata ai Gruppi Juniores.
«Anche l’arrampicata sta attraversando una fase di forte crescita: in questo caso, spiegano Nisoli e Carli, l’aggregazione giovanile avviene soprattutto nelle palestre, che rappresentano uno dei principali luoghi nei quali nascono e si consolidano i gruppi di appassionati, che trovano poi spesso occasioni di praticarla anche in ambiente.
Oggi la rete juniores del cai è una community che comincia a guardare anche oltre i confini italiani. Nell’aprile scorso è stato realizzato un gemellaggio con il Club alpino rumeno, mentre gli luniores del Dav, il Club alpino tedesco, hanno contattato i gruppi italiani per valutare una partecipazione comune a un bando Erasmus+».
Il prossimo passo sarà rafforzare ulteriormente la rete nazionale. A breve tutte le attività dei Gruppi Juniores saranno visibili sul sito nazionale del Cai attraverso un calendario unico, pensato non soltanto per raccogliere in modo ordinato le iniziative, ma soprattutto per favorire gli scambi tra i diversi territori.
Un giovane potrà così individuare più facilmente le attività organizzate fuori dalla propria provincia e unirsi ad altri gruppi, ampliando le occasioni di incontro e collaborazione».