AMBIENTE

Allarme: invertito il motore di acqua dolce degli oceani, chiave per il clima

La causa è la notevole perdita di ghiaccio marino antartico, come indica su Nature Climate Change uno studio decicato al vasto strato di acqua meno densa e meno salata noto come Acqua Intermedia Antartica che si estende su gran parte dell'oceano nell'emisfero australe



Il motore di acqua dolce degli oceani, un vasto strato di acqua meno densa e meno salata noto come Acqua Intermedia Antartica (Aaiw) che si estende su gran parte dell'oceano nell'emisfero australe, ha invertito il suo meccanismo: la causa è la notevole perdita di ghiaccio marino antartico.

L'ultima volta che è avvenuto un simile cambiamento, infatti, è stato circa 130mila anni fa, quando in Antartide era presente pochissimo ghiaccio, ma in quel caso la transizione richiese migliaia di anni, mentre ora si è verificata nel giro di vent'anni.

È quanto emerge dallo studio pubblicato sulla rivista Nature Climate Change e guidato dall'Istituto indiano di scienza di Bengaluru, che sottolinea come le conseguenze per il clima globale potrebbero essere vaste: una Aaiw indebolita potrebbe aumentare il riscaldamento profondo degli oceani, diminuendo la quantità di CO2 sequestrata dalle acque, facendo innalzare ulteriormente il livello marino e modificando le traiettorie delle tempeste.

I ricercatori guidati da Kaushik Mishra hanno analizzato i dati provenienti dal programma internazionale Argo, una rete di circa 4mila boe autonome, e dalle osservazioni satellitari.

I risultati mostrano che, fino al 2015, l'Aaiw è rimasta stabile grazie allo scioglimento del ghiaccio antartico durante l'estate. Fino a quella data, infatti, il disgelo estivo produceva una quantità di acqua dolce pari a tre volte l'intera portata annuale del Rio delle Amazzoni, che si aggira sui 6.600 chilometri cubi.

Tuttavia, a partire dal 2016, il ghiaccio marino antartico si è ridotto a livelli minimi record: il volume del disgelo estivo è sceso a circa il doppio della portata annuale del Rio delle Amazzoni, e l'Aaiw è diventata più salata, densa e profonda. Secondo gli autori dello studio, questo potrebbe essere un punto di svolta che apre a cambiamenti climatici più ampi e duraturi.













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