GENERAZIONI

Romeno, Stefano Deromedis: tra le mele e la sfida nel mondo del vino

Il 35enne dell'Alta val di Non fin dal 2015 è titolare dell'azienda che prima era del papà: recentemente ha affiancato ai frutteti un progetto vitivinicolo d'alta quota, con varietà resistenti e tradizionali come lo Chardonnay
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CARLO BRIDI


La nostra storia di questa settimana arriva da Romeno, in alta Val di Non, e racconta l'esperienza di un giovane impegnato in un'azienda frutticola e nella coltivazione della frutta a nocciolo.

Stefano Deromedis, 35 anni, ha frequentato l'Istituto agrario di San Michele, diplomandosi nel 2010. Dopo il diploma è entrato subito nell'azienda agricola di famiglia, che il papà ha sempre gestito come secondo lavoro e che ha gradualmente ampliato.

L'azienda è coltivata con il metodo convenzionale, seguendo i principi della produzione integrata. Alla produzione di mele, pilastro dell'attività, negli ultimi anni Stefano ha affiancato quella di ciliegie e uva da vino.

Deromedis ha presentato domanda per il premio di insediamento aziendale, che è stata approvata nel 2015, anno in cui il papà gli ha trasferito interamente l'azienda. Il premio ricevuto, racconta Stefano, è stato utilizzato per l'acquisto di un carro raccolta, la realizzazione di una bonifica agraria, l'impianto di un frutteto con varietà resistenti alle malattie fungine e l'installazione di un impianto fotovoltaico aziendale per la ricarica delle attrezzature elettriche.

L'azienda ha una superficie di 8,7 ettari, di cui 7,5 coltivati a melo, con quasi tutte le varietà consigliate da Melinda: in particolare Golden Delicious, Red Delicious, Fuji, Sweetango, Morgana, Evelina, Gala e Renetta. Altri 5.000 metri quadrati sono coltivati a ciliegio, mentre i restanti 7.000 metri quadrati sono destinati alla vite da vino.

Le mele e le ciliegie vengono interamente conferite a Melinda e, negli ultimi anni, nonostante le difficoltà del mercato, le liquidazioni sono state ancora molto soddisfacenti. Purtroppo, con l'aumento dei costi delle materie prime, i margini per le aziende si riducono notevolmente, ma con una gestione oculata si riesce comunque a ottenere un buon risultato.

«Nonostante l'altitudine considerevole per la coltivazione delle mele (960 metri sul livello del mare), riusciamo ad avere una buona resa media ad ettaro, arriva a 650 quintali», spiega Stefano.

Il ruolo di Stefano in azienda è quello di titolare, incarico che ricopre da 11 anni, esattamente dal 2015.

Il suo progetto più ambizioso è quello iniziato nel 2023 insieme a un grande amico, «con cui condividiamo la passione per il vino e per la viticoltura».

L'obiettivo è riuscire a coltivare la vite a un'altitudine estrema come quella della loro zona, arrivando alla produzione di vino sia da varietà resistenti sia da varietà tradizionali, come lo Chardonnay.

«Siamo usciti sul mercato con la prima annata nel corso di quest'anno».

A questo punto, afferma Stefano, «posso dire che i miei sogni nel cassetto si sono tutti realizzati. Fino ad ora non mi sono assolutamente pentito della scelta di fare l'imprenditore agricolo: è un lavoro ricco di soddisfazioni, che propone sempre nuove sfide. Amo questo lavoro».

Non ha mai pensato di trasformare l'azienda in un'attività biologica e preferisce proseguire con il metodo integrato.

Romeno, racconta Stefano, dal punto di vista dei giovani che si dedicano all'agricoltura a tempo pieno è un paese molto fortunato: sono tanti, infatti, i ragazzi che hanno deciso di intraprendere questo meraviglioso percorso.

«La cosa bella è che fra di noi ci troviamo veramente bene. Abbiamo la stessa mentalità e gli stessi obiettivi e, soprattutto, siamo tutti molto disponibili ad aiutarci reciprocamente. Questo lo reputo molto importante, viste le difficoltà e le sfide che il mondo agricolo ci pone quotidianamente».

Deromedis ha anche diversi impegni nel sociale, in quanto fa parte di alcune associazioni di volontariato del paese. Dal 2022 è inoltre presidente del Consorzio di miglioramento fondiario del suo paese, un'avventura che sta vivendo insieme a un consiglio di amministrazione composto quasi interamente da giovani colleghi agricoltori, con i quali condivide la stessa passione.

Il tempo da dedicare agli hobby non è molto, ma cerca comunque di riservarsi alcuni momenti per coltivare le proprie passioni, in particolare quella per il mondo del vino e per la lettura.

Sul piano personale, è sposato dal 2017 con Debora: «Abbiamo anche la fortuna di avere due splendidi figli, Davide di 6 anni e Alice di 4».













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