Tecnologia e natura, esplorazioni di una relazione complicata
Nove film e video installazioni e dodici disegni nell'esposizione «The Quiet Machine», dedicata all'artista belga David Claerbout, alla fondazione Mast di Bologna fino al 7 febbraio
Nove film e video installazioni, di cui due inediti, e dodici disegni per esplorare il rapporto tra industria, tecnologia e natura attraverso il tempo e il lavoro nella mostra 'The Quiet Machine' dedicata all'artista belga David Claerbout, alla Fondazione MAST di Bologna e resterà visitabile fino al 7 febbraio. Curata da Francesco Zanot, l'esposizione è una delle più ampie retrospettive dedicate all'artista e rappresenta la sua prima grande personale in Italia.
Il percorso si sviluppa sui due livelli degli spazi espositivi. Al primo piano una successione di opere introduce i temi centrali della ricerca di Claerbout; al piano terra cinque lavori convivono in una grande installazione site-specific.
"Uno dei temi principali è il rapporto tra tecnologia e natura", ha spiegato il curatore alla presentazione. "Claerbout utilizza strumenti digitali avanzati, dalla modellazione tridimensionale alla computer grafica, fino all'intelligenza artificiale, per interrogare i confini tra realtà e finzione.
In 'The Forest and the Wood', una foresta digitale viene abbattuta e poi ricostruita, evocando l'illusione tecnologica della reversibilità di processi che in natura richiedono decenni o possono risultare irreversibili".
Il tempo è un altro elemento centrale: alcune opere durano molte ore e richiedono allo spettatore un'attenzione prolungata, trasformando la visione in un'esperienza fisica e interpretativa. In 'The Woodcarver and the Forest', della durata di 27 ore, un intagliatore lavora mentre il bosco visibile dalla finestra scompare progressivamente. Il tema del lavoro attraversa l'intera mostra: quello dei personaggi rappresentati, quello dell'artista, impegnato anche per anni nella realizzazione di un'opera, quello delle macchine e quello dello spettatore, chiamato a mantenere uno sguardo attivo.
Nel dialogo con Zanot, Claerbout ha riflettuto anche sull'intelligenza artificiale, sulla rappresentazione degli animali e sulla trasformazione delle immagini attraverso il tempo. Accanto ai film, i dodici disegni testimoniano il legame tra tecnologia e manualità.