Il turismo crolla ancora a Cuba: arrivi in calo del 65,1% nel 2026
Si aggrava lo scenario causato soprattutto dalle pesanti sanzioni decise dal presidente americano Donald Trump: se ne sono andate sette catene alberghiere internazionali che gestivano circa il 46% delle camere del Paese
Il turismo cubano registra un nuovo crollo, causato soprattutto dalle pesanti sanzioni decise dal presidente americano Donald Trump.
Le sanzioni statunitensi colpiscono tramite il blocco petrolifero e la conseguente crisi energetica: blackout costanti e una grave carenza di carburante, con chiusura di hotel e cancellazione di voli.
Le sanzioni hanno spinto sette catene alberghiere internazionali, tra cui le spagnole Meliá, Iberostar e Barceló, a ritirarsi da Cuba, riducendo drasticamente l'offerta ricettiva.
Si aggiungono anche le pesanti difficoltà introdotte da decisioni usa nei pagamenti con carte di credito.
Tra gennaio e settembre 2026 l'isola ha accolto 477.707 visitatori internazionali rispetto ai 890.140 arrivati nello stesso periodo del 2025, per un calo del 65,1%. Lo riferisce l'Ufficio nazionale di statistica e informazione (Onei).
A giugno e settembre si sono registrati i dati mensili più bassi, rispettivamente con 28.100 e 27.354 visitatori. La crisi era già evidente negli anni precedenti. Secondo i dati ufficiali della Onei, nel 2024 Cuba aveva ricevuto 2,2 milioni di visitatori internazionali, il 9,6% in meno rispetto al 2023.
Nel 2025 il dato è sceso ulteriormente a 1,81 milioni, con una contrazione del 17,8% su base annua e il livello più basso dal 2002, escludendo gli anni della pandemia. Il settore, una delle principali fonti di valuta estera per l'isola, risente della crisi economica ed energetica, delle restrizioni statunitensi e della riduzione dei collegamenti aerei.
Il governo cubano ha inoltre riconosciuto l'uscita di sette catene alberghiere internazionali, che gestivano circa il 46% delle camere del Paese.
Per rilanciare l'industria turistica, a giugno le autorità hanno approvato un pacchetto di 176 riforme economiche e sociali, che apre nuove possibilità agli operatori privati nella gestione di alberghi, autonoleggi e trasporti. Le misure non hanno finora arrestato la contrazione degli arrivi.