Piemonte, scontro tra comuni montani e governo: «Stracciato il patto con i docenti di montagna»
Sul rinvio credito d’imposta: «Già 1.200 domande di trasferimento segnalate»
"Il governo sospende per due anni il credito d'imposta per i docenti che scelgono di vivere e lavorare nelle scuole di montagna. Quel bonus fino a 2.500 euro per affitto o mutuo previsto dalla legge 131/2025 non era un privilegio. Era un patto: tu garantisci continuità triennale in un plesso sotto i 40 alunni e oltre gli 800 metri, lo Stato ti garantisce di poter vivere dignitosamente dove insegni. Oggi quel patto viene stracciato".
Così Alessandro Monti, sindaco di Baveno (Verbano-Cusio-Ossola) e coordinatore turismo di Progetto civico Italia, interviene sul rinvio al 2028 del contributo, sotto forma di credito d'imposta, per il personale scolastico che presta servizio nelle scuole di montagna di ogni ordine e grado e prende in locazione un immobile ad uso abitativo.
"Sono 40 milioni in meno per la montagna - attacca Monti, che è anche componente del consiglio regionale Uncem Piemonte -. Non è un errore contabile: è una scelta politica sbagliata. Sono già 1.200 le domande di trasferimento segnalate dalle segreterie dei nostri istituti montani. Sono colleghi che lasciano, famiglie che si spostano, classi che restano scoperte. Senza scuola non c'è paese. Senza paese non c'è sentiero curato, non c'è produttore, non c'è albergo di famiglia. Senza accoglienza non c'è turismo".
Critiche da Monti anche sul Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane: "Doveva essere di 200 milioni l'anno, oggi siamo a 86 milioni per il 2025 e 70 milioni previsti per il 2026. Meno risorse significano meno scuolabus, meno mense, meno manutenzione dei plessi. Meno scuola".