Il telescopio spaziale Swift della Nasa è in caduta incontrollata
Lo schianto, secondo le previsioni, avverrà il 3 novembre, nella zona dell'Equatore, in cielo una scia di fuoco che potrebbe essere visibile anche in pieno giorno
Atteso fra il 3 e il 4 novembre il rientro incontrollato nell’atmosfera del telescopio spaziale Swift della Nasa, pesante 1,5 tonnellate: gran parte del telescopio brucerà nell’atmosfera ma non si può escludere che qualche frammento possa arrivare al suolo.
Non ci sono pericoli per l’Italia, i frammenti potranno cadere solo in una fascia attorno all’Equatore, e quasi certamente in mare o zone disabitate.
Dopo oltre 20 anni di attività nell’osservare uno dei più enigmatici fenomeni del cosmo, i cosiddetti lampi di raggi gamma, e un ultimo disperato tentativo di salvataggio fallito – con il mancato funzionamento del 'carro attrezzi spaziale' Link – l’osservatorio Swift si prepara a distruggersi nell’atmosfera.
Secondo gli ultimi dati il telescopio è sceso ben oltre i 275 chilometri di altezza già da vari giorni e l’atmosfera, che scendendo diventa via via più densa, lo sta rapidamente rallentando e facendo scendere di quota.
Una volta che arriverà intorno ai 120 chilometri di altezza l’intera struttura dovrebbe iniziare rapidamente a scaldarsi e scendere sempre più velocemente: i primi elementi a bruciare e staccarsi saranno le antenne e i pannelli solari mentre il resto del corpo principale dovrebbe frammentarsi e vaporizzarsi, a causa del calore, intorno ai 78 chilometri.
Una scia di fuoco che potrebbe essere visibile anche in pieno giorno, con una magnitudine compresa tra -8 e -10 sottolinea il sito specializzato Spaceweather.com, mentre alcuni frammenti più compatti, come i volani rotanti usati per indirizzare il satellite, potrebbero raggiungere il suolo, ma quasi certamente in mare o zone disabitate.
L’area di caduta è una fascia compresa tra + e - 21 gradi rispetto all’equatore, molto lontana dall’Italia, e secondo la Nasa la caduta è stimata alle 17:18 ora italiana del 3 novembre con un margine di incertezza di 12 ore, prima o dopo.