Ciclabile

Ciclovia del Garda, costi alle stelle: presentato un secondo esposto alla Corte dei Conti

Il Coordinamento Interregionale per la tutela del Garda non ci sta: costi lievitati fino a tre volte il preventivo iniziale


Daniele Peretti


LAGO DI GARDA. Un nuovo esposto, questa volta depositato dal Coordinamento Interregionale per la tutela del Garda, alla Corte dei Conti evidenzia come i costi dei 5,5 chilometri che tramite la ciclabile collegherebbero Limone a Riva siano lievitati da 25 a 70 milioni. Alla base l’aumento esponenziale delle materie prime che rischia però di diventare una costante negativa dal momento che il progetto avanza a rilento causato dalla messa in sicurezza del tracciato: oltre alle verifiche anche i lavori per le nuove gallerie ed il posizionamento della rete paramassi.

Se i tempi di realizzazione si allungano, si fa concreto il rischio di ulteriori aumenti di spesa. La stessa situazione rischia di crearsi per l’intero tracciato: sono valutati in 344 milioni di euro, ma senza una quantificazione definitiva. Le principali associazioni che hanno creato il Coordinamento Interregionale sono Italia Nostra, Wwf, Legambiente, Tavolo Ambiente Garda, Gaia e Sal pone una serie di interrogativi: Perché nel tratto Limone Riva c’è la necessità di effettuare ulteriori rilievi in parete dopo le tre perizie allegate al progetto? Recentemente la Giunta provinciale trentina ha approvato l’aggiornamento del Documento di programmazione portando a 13.991.523 euro lo stanziamento per il solo tratto di 1,6 chilometri per collegare il sottopasso del sentiero Ponale allo Sperone. Il Comitato rileva come i 98 metri dal confine lombardo alla galleria Limniadi in un trimestre siano aumentati 2.180.000 euro dello scorso luglio a 2.662.516 di ottobre. Inoltre sono stati stanziati 10.352.191 per il solo chilometro che porta dallo Sperone alla foce Ponale; mentre per i nemmeno 3 chilometri dalla Ponale al confine lombardi ci sia uno stanziamento di 45.462.008 euro. Ancora il Comitato: “I previsti 344 milioni per tutto l’anello lungo circa 160 chilometri sono destinati almeno a triplicare a causa dell’aumento dei costi delle opere edili e dalla necessità di costruire ulteriori barriere paramassi e gallerie artificiali per mettere in sicurezza le pareti rocciose: le opere di manutenzione, ingenti e proiettate nel tempo, non sono ancora state quantificate”.













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