Pergine, Yuri Teverini: la foresta di bamboo, un sogno realizzato
Il 29enne di Levico è il protagonista dell'originale esperienza di Logical Forest, frutto anbche di periodi di apprendimento in Giappone per conoscere i segreti di una pianta che cresce molto rapidamente, è anche una fonte di cibo e non ha bisogno di sostanze tossiche quali i pesticidi
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Per raccogliere la storia di questa settimana, ci siamo recati a Pergine Valsugana, dove abbiamo incontrato un giovane che è appena tornato dalla Norvegia dove era andato in vacanza.
Parliamo del titolare di un’azienda unica in Trentino, dove si coltiva bamboo. Il giovane si chiama Yuri Teverini, di Levico Terme ma con la coltivazione a Pergine. Ha 29 anni e in passato non aveva mai fatto il contadino.
La coltivazione è iniziata sei anni orsono, quando il nostro giovane protagonista ha messo a dimora le prime piante dopo aver girato il mondo, particolarmente il Giappone, dove questa coltivazione è molto diffusa.
Il nome dell’azienda è “Logical Forest”, una realtà che si estende su un ettaro, in una zona collinare nel comune dell’Alta Valsugana.
Al suo fianco Yuri ha la mamma Paola, «che per me è una spalla molto importante, afferma.
Ma vediamo un po' in che cosa consiste il lavoro...
«Ci occupiamo di una varietà gigante di bamboo, proveniente dal Giappone. Mi sembra ieri che iniziavamo a piantare la prima piantina di bamboo, ed oggi stiamo iniziando a vedere i primi risultati. La varietà che coltiviamo è il Moso, uno dei bamboo più grandi del mondo, lo stesso che cresce nelle foreste del Giappone dove in poco tempo arriva a un’altezza di 40 metri».
Quali usi ha questa pianta da noi?
«Molti mi chiedono ma che ci fai con il bamboo? Questa è una bella domanda, la cosa che sicuramente oggi posso dire è che il bamboo, in particolare questa specie, si mangia.
Certo, in Italia, non c’è una grande tradizione in materia, in altre regioni è stato costituito un consorzio fra i produttori di bamboo.
Il prezzo al quale si vendono questi germogli è di circa 15 euro al chilo. Ora, io finalmente adesso riesco a raccogliere i primi germogli di bamboo, deliziosi, per darvi un’idea del sapore assomigliano agli asparagi».
Come è cominciata questa eserienza?
«Ho iniziato con il bamboo perché ho sempre desiderato avere una mia foresta dove poter crescere e dove sentirmi me stesso, quindi quale scelta migliore? Il bamboo cresce veloce, nell’arco di due mesi dai primi di aprile quando spuntano i nuovi germogli, arriva a 10 metri di altezza!
In Giappone, dove esistono le condizioni perfette, cresce un metro al giorno, non c’è nessun’altra coltura così veloce.
Il bamboo crea foresta ed è pure fonte di cibo e si sviluppa senza la dipendenza da sostanze tossiche quali i pesticidi.
L’idea di far crescere il bamboo in Trentino è mia ed è nata dal desidero di avere una nuova materia prima di qualità e del territorio che successivamente desidero trasformare in arte.
Quest’anno sono stato 3 mesi a studiare e imparare la Takeakari in Giappone. (il termine significa letteralmente "luce di bambù") da un maestro locale, nella prefettura di Yamanashi. Oltre all’esperienza mistica che mi piacerebbe ripetere ogni anno, ho potuto apprendere l’arte di lavorare artigianalmente il bamboo. Dopotutto ho potuto vivere ed assaporare quello che significa vivere di bamboo.
Dopo aver realizzato la foresta, ha ancora un sogno nel cassetto?
«Il mio sogno, da quando ho iniziato questa avventura e che continuerò ad inseguire, è la realizzazione di un ecovillaggio all’interno di questo contesto boschivo di bamboo, ogni giorno ogni fatica ed ogni lacrima sono un passo verso il raggiungimento di questo sogno che voglio chiamare realtà».
L’estensione della foresta è di poco più di un ettaro, in una zona collinare, e le piante alte ormai più di 7 metri sono collocate in modo da creare un labirinto all’interno della foresta stessa, ma potranno arrivare a 40 metri di altezza.
«Siamo in costruzione ed in crescita, ci mettiamo il tempo della natura e del mio portafoglio, perché è vero che sognare non costa nulla ma la trasformazione da sogno a progetto è tutt’altro che semplice, sia a livello economico sia mentale e fisico. Quindi, noi continuiamo a crescere, quando vi sentirete pronti a venirci a trovare sarete accolti a braccia aperte».
Ma quali sono i terreni nei quali piantare il bamboo?
«Devono essere belli umidi, la pianta non sopporta però l’eccesso di bagnatura e dopo cinque anni si alimenta autonomamente».
Infine, alla classica domanda se si sia pentito della scelta, ecco la netta la risposta di Tavernini: «Assolutamente no! lo rifarei mille volte...».