Calenda: «Tre offerte per Alitalia» 

Il ministro: «A giorni i commissari ci diranno qual è la migliore». E Lufthansa cerca 8000 dipendenti



ROMA. Si avvicina il momento della verità per Alitalia. Nei prossimi giorni i commissari straordinari sceglieranno l'offerta migliore tra le 3 sul piatto: Lufthansa (che ieri ha annunciato di cercare 8.000 dipendenti), EasyJet e Cerberus. Si aprirà quindi la fase della negoziazione in esclusiva, che permetterà di andare nel dettaglio di alcuni nodi fondamentali, dagli esuberi ai costi per lo Stato, con la priorità numero uno di garantire all'Italia le connessioni aeree. Trattative che si preannunciano serrate, visto che l'obiettivo del Governo è di chiudere prima delle elezioni. «Oggi abbiamo sul piatto 3 offerte. Quello che faranno i commissari, già immagino alla fine di questa settimana o all'inizio della prossima, è dire quale di queste offerte è la migliore, quindi con chi si può iniziare a fare la negoziazione in esclusiva», ha fatto il punto il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda, che sottolinea di non avere preferenze. Nei prossimi giorni, infatti, Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari termineranno la valutazione delle proposte e sulla base della loro indicazione il Ministero dello sviluppo autorizzerà, entro fine mese, la negoziazione in esclusiva. In lizza ci sono Lufthansa ed EasyJet che si sono fatte avanti solo per la parte volo e il fondo Usa Cerberus, pronto ad acquisire l'intera compagnia ma senza aver mai presentato un'offerta formale. Lufthansa, considerata in pole position, sarebbe pronta a sborsare 300 milioni ma chiede garanzie precise, dal risanamento ai diritti del personale di volo.

Nell'offerta dei tedeschi, secondo indiscrezioni, ci sarebbero inoltre 2 mila esuberi sugli 8.400 dipendenti della parte 'Aviation' di Alitalia. Intanto proprio oggi la compagnia tedesca ha annunciato di voler assumere oltre 8.000 nuovi dipendenti, per metà personale di cabina (900 piloti e e 2.500 steward e hostess), in parte in arrivo da Air Berlin, di cui Lufthansa ha acquistato il grosso degli asset. EasyJet, che ha rilevato il resto degli asset di Air Berlin, gioca la carta della propria competenza nel contenere le perdite sul breve e medio raggio. Cerberus, che ha nel curriculum un altro salvataggio di compagnie in crisi, quello di Air Canada nel 2004, sarebbe pronto a versare tra i 100 e i 400 milioni per il controllo della compagnia italiana. Non si esclude che il fondo speculativo Usa, che come società extra Ue non può superare il 49%, possa allearsi con low cost britannica. Sulle offerte non si sbilancia il ministro Calenda, che dice di non avere preferenze: «Per me la questione è molto oggettiva e la valutazione sarà fatta sui numeri». Quello che è certo, secondo il ministro, è che Alitalia ha bisogno di un partner, perché «non ce la fa da sola»: basta un aumento del prezzo del carburante o la bassa stagione che si bruciano soldi. Al momento comunque la situazione è «stabile»: i commissari hanno «lavorato bene», tagliato molti costi e grazie a questo il prestito ponte da 900 milioni è praticamente «intonso».













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