«Voci alte», Antonella Ravagnan e la montagna viva che ci osserva
Nuova opera letteraria dell'autrice, insegnante delle superiori a Trento: raccolta di dieci racconti con una profonda riflessione sul canto della montagna, descritto come l’armonia cosmica e la presenza divina, «un suono non udibile che si rivela solo a chi sa tacere»
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Nuova opera letteraria dell'autrice trentina Antonella Ravagnan: si tratta della raccolta «Voci alte. Dieci racconti di montagna», edita da Gruppo Albatros Il Filo (2026, 56 pagine, 9,90 euro).
La scrittrice, insegnante alle superiori a Trento, in quest'opera di narrativa presenta la montagna come un’entità viva e simbolica, non solo come paesaggio ma come custode delle storie e dei destini umani.
«La raccolta - si legge infatti nella presentazione - stabilisce fin dalle prime righe il tono meditativo e profondo dell’opera. L’autrice non descrive semplicemente un paesaggio, ma ne evoca l’anima: le montagne non sono uno sfondo inerte, ma un’entità viva, una voce silente che osserva e accompagna i destini umani.
L’efficacia del testo risiede nella sua capacità di trasformare la roccia in un archivio di esperienze. Le voci degli uomini si perdono, ma le loro storie rimangono scolpite e accessibili solo a chi possiede la purezza e la pazienza per decifrare il monito profondo che giunge da quel luogo recondito.
Questa dualità – tra le verità che salgono in superficie e quelle impossibili da estirpare – crea un senso di mistero e di rispetto reverenziale per la montagna come maestra di vita e di morte, capace di portare gli uomini a rinascere o a soccombere.
Il cuore pulsante del testo è la magnifica riflessione sul canto della montagna. Viene descritto come l’armonia cosmica e la presenza divina, un suono non udibile che si rivela solo a chi sa tacere.
Questa idea prepara perfettamente il lettore alla conclusione, il testamento lasciato dal monaco Elia: “Nel silenzio più alto, tutto canta”. La frase è più di una citazione; è la chiave interpretativa dell’intera raccolta. È un invito a cercare la vera essenza del mondo non nel clamore o nella frenesia dell’azione, ma nell’eco sommessa della contemplazione».
Di sé, Antonella Ravagnan racconta: «Insegno italiano e storia nella scuola secondaria di secondo grado; sono istruttore di pilates, accompagnatore turistico, alpinista, amo la montagna e pratico il tennis.
Ho partecipato come cantore a numerosi eventi danteschi, dopo l’incontro con Franco Palmieri, attore e regista forlivese.
Oltre a scrivere poesie e racconti, canto come soprano nella Corale di Mazzorno destro.
Nel 2021 ho partecipato al concorso internazionale Asas di Messina, ricevendo un premio riconoscimento speciale per la poesia Leggerezza.
Nel 2023 ho vinto il primo premio al concorso internazionale Asas di Messina con la raccolta Il mare tra le dita, Apogeo editore, Adria 2014.
Finora ho pubblicato: All’improvviso, un canto, Apogeo editore, Adria 2008;
Finalmente un po’ di cielo, Il Leggio editore, Chioggia 2010; Il mare tra le dita, Apogeo editore, Adria 2014; La luna nel taschino dei pantaloni, Doge Edizioni, Lendinara, 2017; Fuego, siempre, Kindle edition, Amazon 2022;
Granatine, Kindle edition, Amazon 2022; La strada dei desideri, Kindle edition, Amazon 2022».