"Sentieri partigiani" fra monte Grappa, Bassano e dintorni per riflettere oggi
Cosa significa ricordare la Resistenza? Paolo Malaguti prende le mosse per il suo nuovo lavoro, edito da Einaudi, da una salita in bicicletta per un viaggio nei luoghi, nelle tracce e nei silenzi di una memoria che diventa laboratorio civile in cui misurare il valore della democrazia, della parola, del dissenso
TESINO Sul sentiero della partigiana Ora, uccisa nel febbraio 1945
ORRORE Monte Grappa, nel 1944 il sanguinoso rastrellamento
MEMORIA Alpinismo e resistenza: storie partigiane d'alta quota
Cosa significa ricordare la Resistenza? Paolo Malaguti prende le mosse per il suo nuovo libro "Sentieri partigiani", edito da Einaudi (2026), da una salita in bicicletta sul monte Grappa per avviare un viaggio intimo e lucido nei luoghi, nelle tracce, nei silenzi della memoria resistenziale italiana.
Ma ben presto il racconto si allarga, intrecciando la riflessione sulla storia con quella, attualissima, sulla memoria e sulla scuola: perché la Resistenza non è (solo) un capitolo da manuale, ma un laboratorio civile e pedagogico in cui misurare il valore della democrazia, della parola, del dissenso.
«Con l’ironia di chi conosce bene i corridoi di un liceo - si legge nella presentazione dle libro - e la voce solida di chi ha letto i grandi testimoni del Novecento, Malaguti esplora una geografia della memoria che include i monumenti partigiani del Grappa, i cippi dimenticati della Pedemontana veneta, i viali delle impiccagioni a Bassano del Grappa, compiendo un tragitto che dalla montagna scende in pianura, fino a Milano e Piazzale Loreto.
E mentre racconta i monumenti invisibili, le lapidi dimenticate, le contraddizioni dei simboli e dei linguaggi pubblici legati alla Resistenza, si interroga, senza sconti, sulla difficoltà di formare oggi cittadini critici e consapevoli. Un libro che è insieme cammino, diario civile e domanda aperta: "Cosa avremmo fatto noi?".
Il ricordo della Resistenza non è un monumento immobile, è una salita, impegnativa e tenace, verso ciò che siamo diventati. Non è un capitolo polveroso dei manuali, ma un'esperienza da attraversare, vivere e trasmettere.
Questo libro è un saggio che ripercorre la memoria delle lotte partigiane come un sentiero, sulle orme dei grandi maestri della letteratura, da Meneghello a Pavese e Fenoglio. Per imparare ogni giorno, come cittadini, a non perdere la libertà e il pensiero critico».
L'autore presenterà il libro (qui un estratto) a Montebelluna, il 26 febbraio, alle 20.30 alla libreria Zanetti di piazza Oberkochen 27, in dialogo con Paolo Poggi e Nicoletta Padovan.
Paolo Malaguti è nato a Monselice (Padova) nel 1978. Tra i suoi libri ricordiamo La reliquia di Costantinopoli (Neri Pozza 2015), Prima dell'alba (Neri Pozza 2017).
Per Einaudi ha pubblicato Se l'acqua ride (2020 e 2023, Premio Latisana per il Nord-Est ex aequo, Premio Biella Letteratura e Industria, finalista al Premio Campiello), Il Moro della cima (2022 e 2024, Premio Mario Rigoni Stern per la Letteratura Multilingue delle Alpi, Premio Monte Caio, Premio Vallombrosa), Piero fa la Merica (2023 e 2025, Premio Acqui Storia, Premio lettrario internazionale Alessandro Manzoni), Fumana (2024, Premio Alassio e Premio Viadana), Sul Grappa dopo la vittoria (2024) e Sentieri partigiani (2026).