Università «trentina», via libera da Roma

La Commissione dei Dodici vara la norma. Con alcune modifiche


Jacopo Tomasi


TRENTO. La Commissione dei Dodici ha approvato all'unanimità la proposta di norma d'attuazione in materia di Università di Trento. Ora, per sancire il definitivo passaggio di competenze dallo Stato alla Provincia, si attendono i pareri dei ministeri dell'Economia e dell'Università, oltre al via libera conclusivo in Consiglio dei ministri. L'ok dei ministeri viene dato quasi per scontato, e potrebbe arrivare entro aprile. Se non ci saranno altri intoppi, entro poche settimane dovrebbe esserci anche l'approvazione definitiva in Consiglio dei ministri. Il via libera di ieri è arrivato al termine di un lavoro attento e scrupoloso. Un momento storico per l'Università di Trento, le cui competenze stanno per passare a tutti gli effetti dallo Stato alla Provincia. Già da quest'anno piazza Dante eroga all'ateneo il Fondo di finanziamento ordinario che normalmente era in capo al ministero, ma con questo passaggio la nuova organizzazione universitaria potrà prendere definitivamente corpo. La Commissione dei Dodici, comunque, non si è limitata ad approvare il testo proposto dalla Provincia, che aveva suscitato perplessità all'interno del mondo accademico. In seguito a incontri con esponenti dell'ateneo e recependo le proposte di alcuni partiti - come Pd e Lega - rispetto alla prima bozza sono stati cambiati alcuni punti. Eccoli Il rettore avrà rappresentanza legale. Il processo di modifica dello Statuto viene affidato a una Commissione ristretta che però non sostituisce l'attuale cda come proposto inizialmente dalla Provincia. La Commissione viene allargata al rappresentante degli studenti per le norme che riguardano il diritto allo studio e deve garantire un significativo processo partecipativo di tutte le componenti. La proposta dovrà essere approvata dal Senato accademico. Per quanto riguarda il cda sarà composto prevalentemente da componenti indicati dall'Università stessa: rettore, rappresentante degli studenti e tre figure indicate dal mondo accademico, che possono essere anche docenti. Vincolante sarà il parere di un'Autorità per le candidature che sarà nominata dalla Provincia, ma d'intesa con l'Università. E' obbligatorio, seppur non esclusivo, il ricorso alla Agenzia nazionale per la valutazione della Università. Infine viene assicurato il principio delle pari opportunità di genere nella formazione degli organismi. «Queste modifiche - spiega Roberto Pinter, membro della Commissione dei Dodici - vanno nella direzione di una maggiore garanzia dell'autonomia della Università e di una maggiore partecipazione di tutte le componenti alla gestione della stessa». Il presidente, Mario Malossini, definisce "tempestivo" l'iter compiuto dalla Commissione: «Siamo riusciti ad ascoltare ed accogliere diverse istanze approvando il testo all'unanimità e facendo un passo importante per l'Università di Trento». Un altro membro della commissione, Mario Magnani, focalizza l'attenzione sulla garanzia economica consentita dalla delega: «Mentre le università rischiano di avere tagli del 10% rispetto alla situazione attuale, a Trento verranno garantite tutte le risorse necessarie e concordate». Infine, anche il presidente della Provincia, Lorenzo Dellai, ha ringraziato la Commissione per il lavoro svolto che va «ad affinare l'impianto messo a punto dalla giunta provinciale in seguito alla firma dell'Accordo di Milano e che si pone nel solco di un cammino iniziato già nei primi anni'60».

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